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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:08

Pasta della Città dei sassi Matera insorge contro chiusura ultimo pastificio

Pasta della Città dei sassi Matera insorge contro chiusura ultimo pastificio
MATERA - «Dopo oltre un secolo di storia, mentre la dieta mediterranea è riconosciuta patrimonio dell’umanità, si chiude di colpo il ciclo della pasta di Matera». Parte così un ordine del giorno a firma dei consiglieri comunali Angelo Cotungo e Saverio Vizziello, che stanno firmando gran parte dei componenti della massima assemblea citatdina. «Matera può vantare una lunga storia industriale legata alla farina ed alla pasta, ricca di operatività e di successi nata alla fine dell’Ottocento. Il settore per lungo tempo ha trainato l’economia materana. Le dinamiche di mercato e le concentrazioni dei marchi nei grossi gruppi industriali hanno, poi, indebolito il settore fino a farlo scomparire. Nel 1986 fu ceduto il marchio Padula rilevato con lo stabilimento di via Cererie dal colosso Barilla».

«La presenza del gruppo Barilla è stata breve e per alcuni aspetti deleteria - aggiunge l’ordine del giorno - Il primo gennaio del 2006, dopo una lunga e travagliata vertenza, il pastificio cessò la produzione, i macchinari furono trasferiti altrove e i fratelli Tandoi, ovviamente con contropartite non di poco conto, come la cessione delle aree e dei volumi dello stabilimento in via Cererie, presero in carico alcuni lavoratori impiegandoli nello stabilimento dell’ex Cerere (zona industriale di La Martella) nel frattempo transitato tra i beni della società pugliese. Anche questa esperienza è stata breve, grigia e indecifrabile. Lo stabilimento non è mai decollato, il progetto industriale, annunciato come quello che avrebbe rilanciato i marchi della pasta materana, non è mai nato e la crisi è stata presente sin dall’inizio con una evoluzione tragica che oggi si evidenzia con lo stabilimento fermo da mesi e con soli 12 operai che non percepiscono il salario da mesi e non sanno più cosa sono se ancora dipendenti, se cassa integrazione o se licenziati. Siamo alla fine di una storia nel silenzio di una città e di una regione».

«Considerato che in occasione della Festa nazionale dell’agricoltura nel 2010 a Matera è stata presentata la “Carta di Matera” un documento "di idee" per la costruzione di un modello economico, sociale e produttivo sostenibile e multifunzionale del settore agricolo; che la pasta ed il pane rappresenta uno dei simboli della città di Matera; il Consiglio comunale è impegnato ed impegna il Sindaco e la Giunta ad attivare tutte le iniziative utili al rilancio dell’importate settore produttivo della “pasta di Matera” a partire dalla salvaguardia degli impianti produttivi “ex Cerere” e delle competenze professionali».

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