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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 23:38

Tra storia e natura la sfida Matera-Basilicata 2019 28 mln per Matera Capitale Cultura

Tra storia e natura la sfida Matera-Basilicata 2019 28 mln per Matera Capitale Cultura
MATERA - Intreccio fra cultura e natura, tra un passato rappresentato dalla Magna Grecia e della zona ionica culla delle colone, e un futuro prossimo segnato da Matera 2019. Questi sono gli assi sui quali si muove il parco della Magna Grecia, la cui istituzione si incardina nella legge 394 del '91 sulle aree protette, e che nascerà entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge. A collaborare alla realizzazione del parco, i ministeri dei Beni culturali e dell’Am - biente in accordo con la Regione Basilicata. Il costo della progettazione, che in una prima fase prevederà la delimitazione dell’area, sarà ammortizzato da uno stanziamento iniziale di cinquecentomila euro per il 2015, più tutta una serie di stanziamenti per il 2016 e il 2017.

La gestione del parco (il terzo in Basilicata dopo quello del Pollino e quello della Val d’Agri) sarà affidata ad un consorzio gestito dagli enti locali: questa soluzione permetterà, perciò, agli stessi operatori sul territorio (turistici e non) di interpretare al meglio le esigenze e le richieste. Sarà nominato anche un comitato scientifico. Proprio l’ipotesi di creare un consorzio apre maggiormente all’iniziativa dei comuni che partecipano all’offerta culturale della regione e che ne sono poi protagonisti. Il tutto diventa quindi un tassello fondamentale per Matera 2019 che si candida ad essere un altro importante evento per l’Italia, dopo l’Expo di Milano e che sta cambiando le prospettive dalla zona. E proprio l’imminenza di Matera 2019 spinge i firmatari della legge a pensare ottimisticamente che il progetto potrebbe diventare effettivo in breve tempo e cavalcare l’onda della Città della Cultura.

Un altro aspetto importante di questo parco, è quello di monitorare costantemente un’area a forte rischio idrogeologico che in tal modo può essere maggiormente tutelata ma si candida a fornire anche una nuova immagine della Basilicata. Una regione che non vuole essere soltanto terra di petrolio ed estrazioni, ma una terra che sa offrire e insegnare, con una grande storia alle spalle che in tal modo non verrebbe meno, nemmeno di fronte all’ipotesi della creazione delle macroregioni. Un modo, insomma, per andare oltre i confini territoriali e amministrativi, per imparare a pensare e reagire diversamente, dando così una nuova impronta ad una regione che decide dove vuole andare e sa come arrivarci. [af. fan.]

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