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Giovedì 21 Settembre 2017 | 16:20

Matera, il centrosinistra «boccia» la giunta e denunciano l'immobilismo

Matera, il centrosinistra «boccia» la giunta e denunciano l'immobilismo
CARMELA COSENTINO
MATERA - Più spese, più tasse, zero attività. È questo il resoconto di quattro mesi dall’insediamento della nuova Giunta comunale guidata da Raffaello de Ruggieri, presentato dai consiglieri comunali del centrosinistra nell’incontro pubblico che si è tenuto ieri mattina in via Ridola. Un momento di riflessione sullo stato dei lavori al Comune di Matera in cui non sono mancate denunce sull’immobilismo di una Amministrazione che, a detta dei consiglieri, non sta facendo nessun passo avanti. «L’unico atto dovuto perché c’era una scadenza è il bilancio – ha detto Salvatore Adduce sindaco uscente –. Un atto in cui ai cittadini viene richiesto un salasso in termini di tasse nell’ordine di circa 7 milioni di euro che ha portato a un incremento del 70 per cento della tassa sui rifiuti e del 40 per cento della Tasi. Ma lo si è fatto – aggiunge – commettendo una violazione della legge in base alle quale dopo il 30 luglio il Comune non era abilitato ad incrementare le tariffe e le aliquote. Per questo credo che l’assessore Eustachio Quintano farebbe bene a dimettersi ammettendo di aver fallito alla prima prova». Adduce insiste inoltre sul tema delle infrastrutture. Riferendosi agli ultimi incontri che hanno avuto tra gli interlocutori il vice ministro infrastrutture Riccardo Nencini. Sottolinea che «anche qui, siamo alla politica degli annunci. Si parla di 1,3 miliardi di euro, di progetti importanti quando sarebbe meglio concentrarsi sull’adeguamento della strada statale 7 per Ferrandina che sta diventando un imbuto impercorribile o su come la Regione intende chiudere la questione della ferrovia». Restando in tema, sul fronte cittadini sono altri i nodi da sciogliere. Ad elencarli il consigliere Pasquale Lionetti che nel suo intervento spiega come il Pum Piano per la mobilità urbana già approvato all’unanimità dal Consiglio comunale è oggi chiuso nei cassetti di via Aldo Moro. Stesso discorso per la questione dei lavori pubblici. «Abbiamo lasciato un’eredità di 35 milioni di euro alla nuova Amministrazione – ha detto Nicola Trombetta – Una parte di questi riguardano i Fondi di sviluppo e coesione, si tratta di 24 milioni di euro di progetti da realizzare e che la nuova Amministrazione non riesce a far partire. Ne sono da esempio la ristrutturazione del Palazzetto di via Vena e il completamento dell’Auditorium comunale e degli Ipogei di piazza San Francesco d’Assisi. Abbiamo altri 10 milioni di euro ricavati dal Piano nazionale delle città, che dovrebbero servire per il completamento del Teatro Quaroni e del Parco integrato del borgo La Martella, per la realizzazione di alloggi di edilizia popolare sempre al borgo La Martella e per la scuola di via Bramante. Nonostante per molti progetti siano già state fatte le gare di appalto, l’Amministrazione non riesce a far partire nessun cantiere». Insomma appare tutto bloccato, come sottolineato dagli interventi di Antonio Iacovone, Nunzia Antezza, Pietro Iacovone , Carmine Alba e Giovanni Scarola, anche la questione di Matera capitale europea della cultura 2019, per questo Adduce chiede una seduta dedicata allo stato di avanzamento del Dossier ed un resoconto dell’incontro che si è tenuto a Bruxelles con la giuria di valutazione.

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