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«Transumanza in Basilicata» lavoro postumo di Tommaselli

«Transumanza in Basilicata» lavoro postumo di Tommaselli
MATERA – E' stato presentato in serata, a Matera, su iniziativa dell’Ente Parco della Murgia materana, il lavoro postumo “La Transumanza in Basilicata” del naturalista materano Mario Tommaselli, morto cinque anni fa a 81 lasciando un ricco patrimonio di conoscenze e di pubblicazioni, nonchè studi, appunti, fotografie che hanno consentito all’architetto Lorenzo Rota di completarne l’opera.

La pubblicazione, edita in 160 pagine da Centrostampa, e con i contributi del presidente del Parco, Piefrancesco Pellecchia, dello stesso Lorenzo Rota e dell’ambientalista e amico Franco Tassi, si segnala per le “testimonianze” dirette raccolte da Tommaselli sulla specificità e l’organizzazione della transumanza lucana: dalla vita del transumante alla paga del pastore, dalla gestione delle mandrie ai protagonisti di una consuetudine giunta fino ad oggi, ma con alcuni elementi di modernità.
Di particolare effetto sono le descrizioni dell’abbigliamento (abiti confezionati in pannolana, velluto o fustagno, scarponi chiodati protetti dal sego e dei piatti tipici, bisacce,copricapo e bastone) e dei piatti preferiti (minestre “maritate” con carni e verdure, ciambotta di melanzane, pancotto, minestre di fagioli, rascatielli,frittate, pietanze a base di carne o di baccalà,patate arraganate) degli animali della transumanza (mucche podoliche, pecore di razza gentile, gli “antagonisti” il lupo e il mastino abruzzese, i predatori,asini, cavalli, capovaccaio)e sui prodotti dell’industria armentizia.

Tommaselli, con l’ausilio di foto, itinerari e mappe ha descritto una decina di itinerari della transumanza (areali, subareali, abbazie, monasteri e massiccio montuoso del Pollino). Corposo il lavoro sulla rete delle vie armentizie (tratturi, tratturelli, bracci, riposi per complessivi 375 chilometri con 350 percorsi segnati nelle mappe catastali della provincia di Potenza e 79 in quelli di Matera) e di quelle naturali legate alla via d’acqua lungo i corsi dei fiumi.
Tommaselli, al quale è intitolato il centro visite di Jazzo Gattini, ha descritto anche gli insediamenti rurali legati alla transumanza come cappelle, edicole, steli votive, jazzi, masserie di pecore e di campo e casoni e le consuetudini di alcuni cicli produttivi come la mietitura e l’attività casearia.

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