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Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:28

Matera capitale della cultura può valere cento milioni

Matera capitale della cultura può valere cento milioni
di DONATO MASTRANGELO

MATERA - Cento milioni di euro di crescita potenziale del prodotto interno lordo nel quinquennio successivo all’evento di Matera 2019. In una regione come la Basilicata che sconta ritardi strutturali tipici del Mezzogiorno sul piano dello sviluppo e che, a dispetto dei recenti dati sull’occupazione di segno positivo, registra la fuga dei “giovani cervelli” e il graduale invecchiamento della popolazione, con cifre del genere ci sarebbe da stropicciare gli occhi. Una vera manna dal cielo, quella legata al turismo culturale se la città sarà in grado di mettere a valore il suo immenso patrimonio secondo un organico piano di vera e propria industria della conoscenza e un collaudato sistema dell’acco glienza. L’indagine condotta da Studi e Ricerche Mezzogiorno (SRM), il centro studi collegato al Gruppo Intesa San Paolo e presentata ieri all’Hil - ton Garden Inn nel convegno promosso e organizzato dal Bando di Napoli, in ogni caso, dicono che c’è un treno sul quale occorre salire. Non è il convoglio tanto atteso sulla ferrovia che non c’è e che la città dei Sassi rivendica ormai dalla notte dei tempi. È il locomotore agganciato alle dinamiche che potranno innescarsi dal titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2019. In pratica, sostiene SRM, “se gli arrivi turistici a Matera saranno in linea con l’andamento degli arrivi avvenuti nella media delle altre città che sono state Capitali europee della Cultura nei cinque anni successivi all’evento e con l’aggiunta del potenziale aumento della produttività dei servizi turistici si potrebbe produrre una crescita del Prodotto interno lordo derivante da turismo di cento milioni di euro complessivi”. Nel caso della città dei Sassi, oltre alla potenzialità generata dal turismo emerge la possibilità di una forte componente immateriale nella definizione delle potenzialità economiche dell’evento Matera 2019. Inoltre la città può già contare su altri fattori che l’hanno proiettata sulla scena internazionale, a partire dalla sua capacità attrattiva come luogo di grandi set cinematografici.
Attualmente il Pil prodotto dal comparto turistico produce 60 milioni di euro, ovvero il 6 per cento del Pil cittadino e più della media del Mezzogiorno e, comunque, in linea con l’Italia. Oltre al turismo nel breve termine si attendono riscontri positivi anche dal comparto agroalimentare (+0,4 per cento), dal settore manifatturiero (+1 per cento) e dal segmento delle costruzioni (+2,4 per cento) con una crescita dell’occupazione soprattutto giovanile.

L’effetto 2019, dunque, come un moltiplicatore per l’economia di Matera e provincia e per nuove opportunità di impiego? Per cogliere la ghiotta occasione sarà fondamentale realizzare le infrastrutture culturale, attuare la riqualificazione urbana e, soprattutto, rispondere al tema che da sempre affligge il territorio e le comunità: il deficit delle infrastrutture strettamente connesso al settore del turismo. SRM, infatti, rileva che “le infrastrutture rappresentano un fattore importante per lo sviluppo dell’accessibilità, connettività delle reti e della vivibilità del territorio. Le infrastrutture e i servizi di trasporto rappresentano elementi primari per la competitività e la crescita del settore turistico di una re gione”.

«Presentiamo - ha affermato Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli, che ha sottolineato il legame dell’Istituto con il territorio - una ricerca sulle possibili ricadute economiche che potrebbero intervenire con una tempestiva pianificazione di Matera 2019. Ricadute non solo economiche, ma anche sociali, portatrici di miglior qualità di vita, di migliori servizi, di crescita della dignità del cittadino. Una pianificazione che metta a sistema e valorizzi il territorio a partire dai beni archeologici sino a tutte le innumerevoli componenti che costituiscono la cultura di un territorio. È un percorso impegnativo che sin qui, in buona parte del Mezzogiorno, è stato solamente abbozzato e che invece richiede programmazione, sinergie tra pubblico e privato e competenze ben definite. Siamo convinti e fiduciosi che Matera Capitale della Cultura 2019 possa essere una grande occasione di rilancio per il territorio e a cascata per il Sud e per l’intera Basilicata».

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