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Apparentamenti a Matera Adduce: grande imbroglio E imprenditore fa il digiuno

Apparentamenti a Matera Adduce: grande imbroglio E imprenditore fa il digiuno
DONATO MASTRANGELO
EMILIO OLIV
A
MATERA -Dopo una notte intensa di febbrili discussioni interne e trattative, mentre sarebbero ancora in corso giochi trasversali sotterranei, a vantaggio di tutti e due i fronti, Angelo Tortorelli e i rappresentanti del suo movimento sciolgono la riserva. Nessun accordo è stato raggiunto con il centrosinistra di Salvatore Adduce, sindaco uscente, ma c’è l’apparentamento con la coalizione dello sfidante, Raffaello De Ruggieri. Dall’accordo, che può spostare gli equilibri alla vigilia del ballottaggio, si smarca la lista di Matera al centro, espressione di Centro democratico, che invece sosterrà Adduce. «Non ci interessano quote di potere», dichiara il segretario provinciale del Cd, Pasquale Stella Brienza, che «nel rispetto della linea politica definita nel consiglio nazionale del partito il 5 giugno», comunica di non accedere ad alcun apparentamento e di collocarsi con la lista Matera al Centro a sostegno della candidatura a sindaco di Adduce.

L’intesa tra De Ruggieri e Tortorelli è stata suggellata dal comizio di ieri sera del movimento Matera 2020 in piazza Vittorio Veneto. Ed è stato proprio il presidente di Zetema ad invitare sul palco Tortorelli. «È stata una scelta - ha detto il presidente dell’ente camerale – motivata da un comune denominatore rappresentato dal programma e dalla persona di De Ruggieri, che ha mostrato grande sensibilità e attenzione per le nostre proposte. L’apparentamento è scaturito da una pubblica assemblea. Va dato atto di grande coerenza anche all’amico Nicola Benedetto e crediamo che anche Franco Vespe abbia mostrato una potenziale convergenza sulle linee programmatiche. Riteniamo possibile il successo elettorale nell’ottica di un obiettivo che è il bene comune della città».

De Ruggieri, dal canto suo, paragonando la sua figura a quella di Davide contro Golia, ha sostenuto che «nel primo turno il 60 per cento dei materani ha bocciato Adduce. Il Pd è lacerato ed ha rifiutato un principio democratico, ovvero lo strumento delle primarie. Siamo contro l’accattonaggio, la sudditanza e l’illegalità – ha proseguito – perché puntiamo a mettere a valore le migliori risorse ed energie della città, non quelle a libro paga del Pd. C’è un comparaggio politico che da tempo blocca appalti e affidamento di servizi pubblici».

De Ruggieri ha ironizzato «sull’esercizio sanitario del “dica 33” per prendere gli appalti» ed annunciato che in caso di elezione dimezzerà la sua indennità di carica per un fondo a sostegno di iniziative per l’occupazione. C’è una emergenza rifiuti, una del lavoro e l’altra della legalità e, aspetto più paradossale anche una emergenza culturale, nonostante Matera 2019 con tanti contenitori nell’abbandono».

Altri temi caldi toccati «la mobilità urbana con il centro storico e i Sassi aggrediti dagli autoveicoli nonostante si siano spesi ingenti fondi per la Ztl e lo scollamento della città con le sue periferie. In sette mesi – ha tuonato De Ruggieri – la baldoria celebrativa ha lasciato spazio solo all’immobilismo mentre sono andati persi 62 milioni di euro tra fondi Pisus e Fondi coesione». Adduce nel suo comizio, prendendo ad esempio la sceneggiata napoletana ha paragonato l’asse tra De Ruggieri, Tortorelli e Angelo Tosto a “Isso, essa e o malamente” parlando di «un grande imbroglio di dimensione europea per la città e i materani dietro questa operazione elettorale di dubbia limpidezza. Come avrei potuto fare le primarie con Tosto, De Lorenzo, Fratelli d’Italia e Forza Italia? È questo il tranello nel quale è caduto il caro amico De Ruggieri. Quanto a Tortorelli si è dimostrato campione dell’incoerenza politica visto che non aveva preannunciato alcun apparentamento in campagna elettorale. Tutta l’Italia e l’Europa riconoscono ora Matera grazie al grande lavoro da noi profuso. L’effetto Matera 2019, lo attestano statistiche recenti, sta trainando la ripresa economica nell’intera Basilicata. Vogliamo governare Matera secondo il principio a noi caro della trasparenza. De Ruggieri spieghi il gioco di prestigio di Zetema con 5 miliardi di vecchie lire passati da capitale pubblico a quello della famiglia e perché la Fondazione stessa viene affidata per eredità e successione. Il centrodestra camuffato sotto le spoglie delle civiche ha l’obiettivo di assaltare il carro della Bruna. Noi dobbiamo fare in modo che esso arrivi intatto al 2019». Adduce apre anche al Movimento 5 Stelle. «Sono molto d’accordo sulla proposta del candidato sindaco Antonio Materdomini rispetto alla strategia rifiuti zero e voglio che sia lui in Consiglio comunale a verificare e controllare queste procedure».

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E IMPRENDITORE DIGIUNA PER PROTESTA: ASPETTO RISPOSTE - Continuerà almeno fino a domenica prossima – giorno del ballottaggio per l’elezione del sindaco - lo sciopero della fame che l’imprenditore turistico Fabrizio Zampagni ha cominciato a Matera per "avere risposte" sul suo progetto e sulle richieste di subconcessioni nel Sasso Caveoso per ampliare la sua attività alberghiera "diffusa".
Zampagni stamani ha incontrato i giornalisti anche per annunciare una denuncia alla Procura della Repubblica, per abuso d’ufficio, nei confronti delle amministrazioni comunali dell’ultimo decennio per irregolarità nell’assegnazioni di subconcessioni negli antichi rioni della città. Circa 13 anni fa, l’imprenditore chiese a sua volta alcune subconcessioni - per utilizzare alcuni fondi europei e ampliare l’albergo – ma la mancata approvazione di un piano attuativo bloccò tutto. Circa due anni fa, poi, la sua pratica finì ad un altro funzionario del Comune che – ha raccontato Zampagni ai giornalisti – chiese "tempo per studiarla. Intanto, io ho perso un finanziamento di 240 mila euro".
L'imprenditore ha ripetuto di protestare "perchè amo Matera e voglio continuare a lavorare qui" e ha annunciato la pubblicazione di un libro su un "modello di ospitalità ricettiva molto attento alle esigenze del turista".

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