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La denuncia: «La caccia al tartufo metapontino danneggia il sottobosco»

La denuncia: «La caccia al tartufo metapontino danneggia il sottobosco»
di ANGELO MORIZZI

METAPONTO - «Il tartufo di Metaponto é sulle tavole di mezza Italia. Rappresenta un prodotto prelibato, spesso senza denominazione di origine, e perciò sfruttato o spacciato come prodotto altrui. Eppure i metapontini non ne sono a conoscenza. Anzi subiscono, sovente, l’assalto dei cacciatori di tartufo, che arrivano nelle nostre pinete, deprendandole del prodotto, e producendo danni ingenti al sottobosco». È la denuncia che il Cea (Centro di educazione ambientale), lancia attraverso il suo sito di Bernalda e Metaponto.
«Il tartufo di Metaponto – è scritto – non compare sulle tavole della zona. Perciò, il nostro territorio, anziché ricevere benefici d’immagine e di qualità, finisce, paradossalmente, per esserne danneggiato e scempiato. Per raccogliere tartufi occorre un patentino. Sono circa 4 mila le autorizzazioni rilasciate in Italia, di cui ben un centinaio solo tra Scanzano e Policoro, già abbondantemente sfruttate. Adesso, dunque, l’assalto della vicina Metaponto è la nuova frontiera. Nella nostra pineta è in atto una vera e propria aggressione a colpi di zappette e tartufari».

Secondo il Cea, la considerazione che un’altra prelibatezza del nostro territorio, come già succede con l’olio, faccia da attrattore per altre aree del Paese, viene spontanea.
«Al momento, però, vorremmo soffermarci solo sul fattore ambientale. Nel tratto di pineta che va da Policoro a Pisticci, la lotta tra i tartufari – affermano i responsabili del centro – è senza quartiere; avviene, spesso in periodi non consentiti, con un uso spropositato di cani, zappette o, addirittura, piccoli mezzi meccanici, che esplorano e devastano il sottobosco. Come associazione Cea, crediamo sia giunto il momento di denunciare il problema. L’appello è alle forze dell’ordine sul fronte della vigilanza, ma anche alle popolazioni locali, affinché siano più presenti sul territorio. Privilegiando le passeggiate fuori porta nella pineta di Metaponto, per godere le straordinarie bellezze naturalistiche di cui siamo dotati e magari, nel contempo, denunciando tutte le situazioni di abuso rilevate».

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