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Elezioni comunali divisi su Matera 2019 i sei candidati sindaci

Elezioni comunali divisi su Matera 2019 i sei candidati sindaci
di Emilio Oliva

BARI - Stretti nella «camicia di forza» del protocollo della par condicio, i sei candidati sindaci hanno risposto alle domande dei giornalisti di quattro testate, ieri mattina, nella Casa Cava, in un confronto promosso dal Quotidiano del Sud, al quale hanno collaborato la Gazzetta, la Nuova del Sud e Trm Network. Matera 2019, i collegamenti e le infrastrutture, la governance, l’urbanistica e i quartieri, il bilancio e la programmazione, l’ambiente e l’emergenza rifiuti, il lavoro e il turismo, la tutela e la valorizzazione dei Sassi sono stati inevitabilmente i temi affrontati in più di tre ore di interviste a rotazione, dalle quali sono emerse soprattutto le differenze tra i programmi elettorali di ciascuna coalizione o di ciascuna lista. Uno di questi spartiacque è proprio la proclamazione di Matera capitale europea della cultura, che da grande momento di unità è diventata terreno di scontro e di divisione e in futuro rischia di rivelarsi un boomerang qualora prevalessero contrapposizioni e ostruzionismi.

«Tre componenti del consiglio di amministrazione del Comitato Matera 2019, che non hanno mai mostrato una differente valutazione rispetto a quello che abbiamo fatto negli anni, sono candidati sindaci. Penso che anche questo sia una ricchezza straordinaria perché il percorso di Matera 2019 ha provocato un rinverdire di energie», ha osservato Salvatore Adduce, candidato sindaco del centrosinistra, parlando delle «divaricazioni» emerse dopo la proclamazione del 17 ottobre e dopo aver sottolineato il valore del risultato ottenuto. «Siamo riusciti a raggiungere una meta – ha chiosato – che cinque anni fa sembrava assolutamente insperata».

«È una grandissima occasione di crescita per la città – ha rilevato Antonio Cappiello, candidato sindaco della lista Noi per Salvini – e per tutto l’indotto economico. Ma la nostra paura è che dopo il 2019 si torni alla situazione in cui siamo. Il mondo che rappresento è in grave difficoltà e nella Fondazione Matera 2019 occorre che artigiani e commercianti siano rappresentati, perché non sia semplicemente un accordo tra amici».

A tracciare in modo più profondo il solco delle distanze è stato Raffaello De Ruggieri, candidato sindaco della liste del Movimento 2020. «Dopo il 17 ottobre – ha detto – ho registrato che si celebrava solo la vittoria e non la sia governava, ma soprattutto non la si capitalizzava. Matera oggi ha un brand, un appeal, un potere contrattuale che non possono svilirsi nella esaltazione di una vittoria. Matera deve diventare capitale europea della cultura e oggi come oggi non mi sembra che ci siano i servizi, le infrastrutture e le proiezioni di una città europea».

Neanche Antonio Materdomini, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, ha nascosto le sue riserve. «Matera 2019 potrebbe diventare un boomerang – ha spiegato – se si dovesse continuare sulla stessa lunghezza d’onda di questi anni, e cioè discariche, inceneritori, cementificazione e scarsa tutela dei Sassi. Nel nostro programma prevediamo esattamente il contrario: quindi valorizzazione dell’ambiente, valorizzazione dei Sassi, stop alle estrazioni petrolifere e stop al consumo di suolo».

«Il 17 ottobre – ha ammesso Angelo Tortorelli, candidato sindaco della coalizione civica Osiamo – eravamo tutti sul palco. Da quella data il rischio che Matera si divida c’è e la città lo sta già pagando, per il mancato coinvolgimento di tutte le sue espressioni. Siamo stati costretti tante volte a non poter manifestare il nostro dissenso perché ci veniva imposto il silenzio pur di arrivare all’obiettivo. E io ho pagato il prezzo di quella mancanza di condivisione di alcune strategie».

Ha chiesto alla politica di fare «un passo indietro» e di «essere discreta e fare silenzio rispetto a quelle che saranno le attività proposte dalla Fondazione Matera 2019» il candidato sindaco della lista L’altra Matera, Francesco Vespe, spiegando le ragioni della sua candidatura. «Noi siamo in campo – ha precisato – proprio perché Matera 2019 è stato l’oggetto del contendere di questa campagna elettorale. Qualcuno mi deve spiegare come i vincitori che piangevano e si commuovevano sul palco, tutti uniti, il 17 ottobre, oggi si ritrovano l’un con l’altro armati». Quando al futuro, Vespe ha aperto il recinto del protagonismo a forze nuove. «Possiamo discutere sul dossier, ma questa – ha ammonito – è una grande opportunità per far emergere quella classe dirigente vera, quella dei giovani, perché i trenta-quarantenni altamente scolarizzati, con esperienze internazionali, che ritornano a Matera possano prendere in mano la città, propongano progetti e se li facciano finanziare dall’Unione europea».

Il confronto sarà trasmesso integralmente oggi, alle 9.15, su Trm h24, canale 111 del digitale terrestre, e sul 519 di Sky e alle 15 e alle 20.30 sul canale 11 di Trm. Repliche domani, alle 20.30, su Trm h24 e martedì, alle 9.30, su Trm.

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