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Capitale della cultura Matera «incoronata»

Capitale della cultura Matera «incoronata»
MATERA - La città dei Sassi e la bulgara Plovdiv martedì prossimo saranno insignite formalmente del titolo di Capitale europea della Cultura per il 2019 dal Consiglio dei ministri dell’Unione europea, al quale sono stati invitati a partecipare i sindaci delle due città. Dopo la cerimonia, il primo cittadino della Città dei Sassi, Salvatore Adduce, presenterà il lavoro che Matera ed il governo italiano faranno per preparare la città all’evento.
Ad affiancare Adduce, ci saranno anche il sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali del governo italiano, Francesca Barracciu, il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, il Capo di Gabinetto del Ministro Dario Franceschini presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Giampaolo D’Andrea, e il direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Paolo Verri.

In serata, nella sede dell’Istituto italiano di cultura di Bruxelles, i sindaci e i direttori di Matera e Plodviv presenteranno i passi che le due città faranno insieme fino al 2019. L’evento avviene nel pieno della campagna elettorale. Il 31 maggio a Matera si vota per il rinnovo del Consiglio comunale. E l’evento del 2019 ha probabilmente eccitato gli animi, al punto tale che le liste in competizione tra loro sono addirittura 24 a sostegno di sei candidati sindaci, tra cui l’uscente Adduce. Ma questa è un’altra storia.

Storia più concreta è invece quella che viene da lontana e che, sedimentandosi negli anni, ha trasformato il punto di vista su un centro storico che è già dall’inzio degli anni Novanta patrimonio dell’Umanità, tutelato nella speciale lista dell’Unesco. E ancora prima, a partire dagli anni Cinquanta con uno tra i libri più letti al mondo, Cristo si è fermato ad Eboli, di Carlo Levi, oppure con la nascita della moderna antropologia, protagonista Ernesto De Martino con le sue prime ricerche sul campo in Basilicata, hanno messo al centro di una serie di interessi e di studiosi un patrimonio che nelle sue pietre scavate riassume alcuni tra i tratti principali di quel grande bacino di cultura che è il Mediterraneo. Da allora, i riflettori su Matera non si sono più spenti. Anzi, sono entrati in azione anche quelli potenti del cinema, accessi di volta in vota da Lattuada e Pasolini, Rossellini e fratelli Taviani, solo per citarne alcuni, fino al debutto hollywoodiano con Mel Gibson.

Soprattutto gli antichi rioni scavati nel tufo, costituiscono un set naturale non riproducibile in nessuno studio cinematografico e il risuonare continuo dei «ciak, si gira», confermano una capacità di attrazione che dal grande schermo si estende ormai a trecentosessantagradi fino a coinvolgere anche i grandi flussi di turismo in altri tempi lontani anche dai circuiti del turismo nazionale. Da anni, ormai, non è più così, ma adesso bisogna prepararsi al meglio per non farsi cogliere di sopra. Se a Matera ha il futuro ha un cuore antico si può dire affermare che sicuramente il cuore è grandissimo e caldo, adesso bisogna far diventare concretamente intelligente il futuro.

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