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Fragola, mercato in crescita ora va completata la filiera

Fragola, mercato in crescita ora va completata la filiera
di FILIPPO MELE

POLICORO - Il settore della fragolicoltura sembra andare a gonfie vele nel Metapontino ma la “filiera” è incompleta. Mancano i segmenti del packaging, vale a dire degli imballaggi, e della trasformazione industriale. Ma sono possibili nuovi sviluppi nel prossimo futuro. Intanto, la realtà: l’oro rosso dei centri dell’arco jonico lucano è oggetto di numerosi tentativi di imitazione truffaldina sui mercati ed anche di furti notturni continui. Il dato statistico più importante, però, che testimonia la crescita, è quello degli ettari coltivati, circa 700 nel 2015, con un incremento annuo del 10% delle superfici messe a coltura.

E mentre il Metapontino cresce le altre aree vocate a questa produzione sono costrette a ridurre il numero di fragoleti. Insomma, la risposta positiva dei mercati internazionali e nazionali alla produzione locale, in particolare della varietà Candonga, è un dato di fatto. Mancano, però, packaging e trasformazione industriale.
«È vero – ha detto Carmela Suriano, general manager del Cub candonga e contitolare della Suriano & Casalnuovo – nonostante siamo ai vertici produttivi a livello nazionale siamo carenti di questi due comparti legati alla ortofrutticoltura in generale. Tanto da essere costretti ad ingenti acquisti da produttori di imballaggi da fuori regione. Così, siamo obbligati a vendere il prodotto per l’industria ad aziende di trasformazione anch’esse operanti al di fuori della Basilicata e del Metapontino».

Carenze che, a detta dei produttori, provocano prezzi non certo concorrenziali per il packaging e cifre irrisorie, spesso neanche in grado di compensare i costi della raccolta, per le fragole da trasformare negli opifici conservieri. Si può pensare a colmare queste due grosse lacune? «Certo - ha risposto al nostra interlocutrice. Occorre organizzarsi per tentare di chiudere la filiera e realizzare un vero e proprio distretto della fragola nel Metapontino. Nel caso, si tratta di iniziative private ma perchè non provare a coinvolgere le organizzazioni di produttori attive nella zona per arrivare non solo ad essere bravi nella produzione e nella commercializzazione ma anche negli imballaggi e nella trasformazione industriale? È il progetto a cui stiamo lavorando di concerto con altri produttori dell’arco jonico lucano anch’essi interessati a questo discorso di ennesimo sviluppo della fragolicoltura ionica lucana».

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