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Domenica 24 Settembre 2017 | 23:24

Matera, «catena umana» per salvare la biblioteca

di CARMELA COSENTINO
MATERA - Prima sul social network Facebook poi in conferenza stampa. Antonio Serravezza fondatore del gruppo “Sei di Matera se”, ha voluto dare un segnale forte alle istituzioni, dopo le voci di una imminente chiusura della Biblioteca provinciale “Tommaso Stigliani”. E così ha lanciato l’idea di abbracciare idealmente la Biblioteca, «con lo scopo – ha spiegato – di tenere alta l’attenzione sulla questione»
Matera, «catena umana» per salvare la biblioteca
di CARMELA COSENTINO

MATERA - Prima sul social network Facebook poi in conferenza stampa. Antonio Serravezza fondatore del gruppo “Sei di Matera se”, ha voluto dare un segnale forte alle istituzioni, dopo le voci di una imminente chiusura della Biblioteca provinciale “Tommaso Stigliani”. E così ha lanciato l’idea di abbracciare idealmente la Biblioteca, «con lo scopo – ha spiegato – di tenere alta l’attenzione sulla questione».

Alla chiamata del gruppo purtroppo non sono intervenuti in tanti. Il passaparola, i messaggi lanciati su Facebook, hanno captato l’attenzione del gruppo “Matera in cammina” e di quei pochi, tra cui i dipendenti, che frequentano assiduamente la struttura di via Roma, come Claudio Riccardi che ha saputo dell’iniziativa dalle informazioni che sono circolate sui siti internet. «La Biblioteca – dice – è gestita abbastanza bene. Il personale è presente, ci aiuta. Io vengo in Biblioteca per studiare e per consultare testi di psicologia, enciclopedie. È ben fornita. Se dovesse chiudere rimarrei a casa perché altri luoghi di interesse per studiare non ci sono». Tra i giovani che abitualmente frequentano la Biblioteca c’è Rocco Balice, studente della scuola media “Torraca”, venuto a manifestare perché ritiene ingiusta la decisione di chiudere uno spazio in cui poter studiare e approfondire materie di studio. Anche Giuseppe Di Lecce frequenta la Biblioteca. «Oggi un po’ di meno – sottolinea – ma quando ero studente universitario venivo qui tutti i giorni anche perché allora non c’era internet, per cui l’unico punto in cui potevi fare le ricerche era la Biblioteca. Dal punto di vista della struttura, è un edificio molto bello, e organizzato bene, ho fatto delle ricerche qualche tempo consultando dei libri antichi e ricordo la disponibilità del personale nell’aiutarli. Chiuderla oggi mi sembra un controsenso soprattutto dopo il riconoscimento del titolo di capitale europea della cultura nel 2019».

La situazione di criticità che sta vivendo la Biblioteca provinciale è stata sottolineata anche da Raffaello de Ruggieri, presidente della Fondazione Zètema, intervenuto alla manifestazione. Nell’esprimere il suo punto di vista sulla questione, ha subito sottolineato che la preoccupazione di una possibile chiusura c’è. «Sappiamo quali sono le condizioni della Provincia – ha detto – ma mentre si vive questa angoscia e preoccupazione, di converso , la Regione si trova già delineato un disegno di legge sui beni culturali che prevede il sostegno ai luoghi della cultura, come archivi, biblioteche e musei non statali per cui questa struttura sarà una di quelle aree che beneficerà di questo sostegno. Adesso occorre che la Regione acceleri il corso di approvazione di questa legge, in uno, due o tre mesi in modo che coincida con il momento in cui cadrà la gestione della Biblioteca. Per cui l’invito è alla Commissione e al Consiglio regionale di approvare al più presto al legge. Se si approva subito – conclude – qualche problema di questa Biblioteca potrà essere risolto».

Ricordiamo che dal 1° gennaio 2015 le competenze delle biblioteche sono passate dalle Province alla Regione, che dovrebbe discutere nelle prossime settimane e comunque entro il prossimo aprile la modalità con cui garantire la gestione delle tre biblioteche presenti in Basilicata, quelle di Matera, Potenza e Melfi. In realtà adesso questo compito spetta alla Regione e il gruppo facebook “Sei di Matera se” ha deciso di sensibilizzare in mattinata la comunità per ricordare a tutti i cittadini il valore del patrimonio culturale custodito all’interno della Biblioteca, un patrimonio che non può essere disperso ma che va assolutamente tutelato a prescindere dalla vittoria del titolo di capitale europea della cultura conquistato dalla città di Matera.

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