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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:05

Un Intercity lumaca più di 3 ore di ritardo

di EMILIO OLIVA
MATERA - Il viaggio un'odissea. A passo d’uomo e a singhiozzo sulla salita di Picerno. Una ragazza colta da malore e la ripartenza diventa complicata. Molti passeggeri in preda a vomito a causa dell’andatura. Ambulanze alla stazione di Potenza. Nessun mezzo di trasporto a Ferrandina
Un Intercity lumaca più di 3 ore di ritardo
di EMILIO OLIVA

MATERA - Oltre 300 minuti di ritardo e un viaggio da terzo mondo, tra passeggeri che si sentono male e un treno che arranca in salita dando l’impressione di non farcela e di essere quasi risucchiato all’indie - tro. Una storia da film. Ma questa volta non c’erano ciak nè telecamere. La vicenda, che ha avuto come protagonista Antonio Andrisani, attore e regista, solo per citare alcune delle sue molteplici attività, è da iscrivere ad uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia. Solo che in Basilicata, purtroppo, rischiano di non essere una eccezione, ma la norma. Il treno al centro di questa trama di un giorno qualunque sulla tratta Roma-Taranto è il famigerato Intercity 707, lo stesso che poche settimane fa aveva fatto scandalo, per essere stato costretto a fermarsi alla stazione di Calciano perché slittava.

Questa volta il problema sembra essersi riproposto, ma in territorio di Picerno. «Sono sull'intercity 707 Roma Capitale- Matera Capitale. Oltre 300 minuti di ritardo. Dovevo prendere il treno che prende Franceschini », ha commentato con sarcasmo Andrisani su Facebook dopo le dichiarazioni «ottimistiche» del ministro sulla comodità dei collegamenti tra l’aeroporto di Palese, le Fal e Matera. L’attore e regista, partito da Roma l’a l t ro giorno, alle 15.20, era tra i viaggiatori.
«C’è stata una congerie di circostanze sfavorevoli. Una di queste – racconta Andrisani alla Gazzetta – a causa di un treno in difficoltà nello stesso punto in cui abbiamo trovato la salita, prima di Picerno. E quindi abbiamo atteso che quel treno superasse l’impas - se. Poi una ragazza non si è sentita bene ed è stata raggiunta da u n’ambulanza non ricordo in quale stazione, dove ha deciso di scendere e andare via. Avevamo già maturato un ritardo di circa un’ora quando l’Intercity, pochissimi minuti dopo, è arrivato su questa benedetta salita e ha cominciato ad andare a passo d’uomo e a singhiozzo, con scatti bruschi, tanto che la gente ha preso a vomitare. Avremo percorso un chilometro in circa un’ora e mezza. Finalmente è arrivato un locomotore che ci ha spinti fino a Potenza, dove attendevano altre ambulanze. Sono arrivato a Ferrandina intorno all’una e mezza di notte».

Andrisani confessa di aver tenuto a bada il suo proverbiale nervosismo e di aver vissuto questa esperienza con leggerezza. Tanto da immortalarsi nei «selfie» e postarli su Facebook durante la sua odissea. Compresa l’immagine del «kit di sopravvivenza», come lo ha definito, che Ferrovie dello Stato ha distribuito ai viaggiatori a Potenza. «È stato provvidenziale per tanta gente che è stata a vomitare o non aveva acqua». La «razione K» comprendeva una bottiglietta d’acqua, un succo di frutta, un cornettino Bauli e dei salatini. «Sono stati carini», si sforza di essere comprensivo Andrisani, cedendo ogni tanto a commenti più severi: «È assurdo, assurdo», ripete. Ma ritorna subito più riflessivo. «Non mi piace fare lo sciacallo. Nella vita – continua – può anche accadere che ci siano una serie di imprevisti. Se succede di frequente, è diverso. Io non so perché il treno non riuscisse ad affrontare la salita e andasse così lento. C’è chi ha detto che essendosi fermato per lasciare la ragazza nella stazione, l’Intercity abbia perso velocità e non sia riuscito ad affrontare la salita. Altri hanno detto che ci sarebbe stato del fogliame sulle rotaie. La cosa grave è che ho cominciato a raccogliere testimonianze di gente a cui era capitato di recente, il mese prima o quindici giorni prima, chi con un’ora e mezza di ritardo, chi con tre ore. Sta di fatto che io non prenderei più quel treno a quell’ora, considerando la frequenza di questi inconvenienti» .

All’arrivo a Ferrandina si è ritrovato in una sperduta stazione di campagna, di notte, al gelo. Nessun mezzo di trasporto è stato inviato dalle Fs per attenuare i disagi dei passeggeri in un orario in cui non ci sono più servizi di trasporto pubblici. «Intuendo la piega che stava prendendo il viaggio, ho individuato sul treno una coppia che era diretta a Matera e ho chiesto un passaggio», dice Andrisani. Qualcuno gli ha già chiesto di ricavarci la trama di un film. Ma lui si schernisce. «No, io devo fare il film sul petrolio».

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