Cerca

La Scuola del restauro apre una sede a Matera

MATERA - Solo qualche giorno fa il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, ha firmato il decreto che autorizza l’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro alla istituzione e attivazione, a Matera, del Corso di diploma di durata quinquennale in restauro, equiparato alla laurea magistrale a ciclo unico. Il titolo abilita alla professione di «Restauratore di beni culturali»
La Scuola del restauro apre una sede a Matera
MATERA - Solo qualche giorno fa il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, ha firmato il decreto che autorizza l’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro alla istituzione e attivazione, a Matera, del Corso di diploma di durata quinquennale in restauro, equiparato alla laurea magistrale a ciclo unico. Il titolo abilita alla professione di «Restauratore di beni culturali». Lo ha reso noto la Fondazione Zetema, che ha proposto l’iniziativa, andata in porto dopo «un lungo e sofferto percorso». Conferma la notizia il Comune della città dei Sassi. «Matera e la Basilicata avranno presto la Scuola del restauro nel complesso di Santa Lucia Nova come aveva annunciato nel corso della sua visita il ministro per i Beni e le attività culturali e il turismo, Dario Franceschini. La Commissione di valutazione ha valutato positivamente la candidatura della scuola, presentata dalla direttrice dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro del Mibact, Gisella Capponi, e concesso l’accreditamento alla nuova scuola che dal prossimo anno accademico aprirà i battenti con il concorso di Università ed enti di ricerca».

Il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, nel comunicare l’importante notizia, «che si inserisce nel grande percorso fatto quest’anno da Matera capitale europea della cultura, esprime grande soddisfazione per l’impegno straordinario di tutte le istituzioni coinvolte insieme al Comune, in primo luogo il Mibact e la Regione Basilicata, che ha inserito la scuola nella Legge regionale 30 aprile 2014, n.8 (art. 35) grazie al forte sostegno del presidente Marcello Pittella e di tutti i consiglieri regionali».

«I lavori nel complesso monumentale destinato alla formazione dei futuri restauratori e operatori della conservazione, seguiti con competenza dal Comune e dal Mibact, sono avviati ad una imminente conclusione e presto laboratori e locali verranno allestiti con tutte le necessarie attrezzature grazie all’impegno dei responsabili del cantiere (Emanuele Lamacchia, Mario Maragno, Carmela Petrizzi)».

«Oggi - ha inoltre dichiarato il sindaco, si conclude con successo la prima fase del lungo percorso avviato fin dal 2007, grazie alla precedente Amministrazione guidata dall’avvocato Nicola Buccico, su impulso della Fondazione Zetema presieduta dall’avvocato Raffaello De Ruggieri e del compianto professor Michele D’Elia, che a Matera aveva già voluto, dopo il sisma del 1980, una grande struttura dedicata alla conservazione e al restauro, guidata oggi dalla Soprintendenza per i beni storici, artistici e etnoantropologici della nostra regione. È anche grazie a questa struttura, pronta a mettere a disposizione altri laboratori e preziose competenze, come ha confermato la soprintendente Marta Ragozzino, che vedrà la luce la grande scuola per il restauro a Matera, succursale della prestigiosa scuola romana».

«Con tale autorevole atto, può oggi essere istituita la sede decentrata di alta formazione di Matera dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro - ha commentato il presidente della Fondazione Zetema, Raffaello De Ruggieri - per cui, se saranno risolti alcuni problemi logistici e finanziari, sarà possibile avviare i primi corsi per l’anno accademico 2015-2016 con l’emanazione del bando di selezione a maggio 2015». Si tratta in ogni caso, di «un altro successo che si aggiunge a quello epocale guadagnato con la designazione a Capitale europea della cultura per l’anno 2019».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400