Cerca

Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:58

Metaponto come Genova dopo l'alluvione ancora nessun cantiere

di FILIPPO MELE
SCANZANO JONICO - Il Comune del Metapontino come Genova, con le sue alluvioni ripetute e con i suoi cantieri mai aperti per mettere in sicurezza il territorio? Sì. Ad oggi nessuna delle opere progettate per risolvere le criticità accertate al fine di evitare un’altra alluvione come quella del 7 ottobre 2013 è stata cantierizzata. Eppure i soldi necessari sono stati già stanziati. E la gente non dorme sonni tranquilli
Metaponto come Genova dopo l'alluvione ancora nessun cantiere
di FILIPPO MELE
SCANZANO JONICO - Il Comune del Metapontino come Genova, con le sue alluvioni ripetute e con i suoi cantieri mai aperti per mettere in sicurezza il territorio? Sì. Ad oggi nessuna delle opere progettate per risolvere le criticità accertate al fine di evitare un’altra alluvione come quella del 7 ottobre 2013 è stata cantierizzata. Eppure i soldi necessari sono stati già stanziati. E la gente non dorme sonni tranquilli all’approssimarsi del cattivo tempo.

Il ripetersi di un’altra bomba d’acqua come quella che si abbattè sul centro jonico e sul Metapontino 13 mesi fa porterebbe al “già visto”. L’acqua proveniente dal canale Diversivo fosso valle, a causa del crollo di un argine in cemento armato largo un metro ed alto circa 4 che non resistette alla furia della tempesta, e da un canale ostruito abusivamente nella zona tra via Sinni e quella di nuova espansione dove sorge il municipio, invase la 106 Jonica e centinaia di scantinati e piani bassi delle abitazioni ubicate l’ungo le vie De Martino e Rossini. Ingentissimi i danni non solo alle strutture pubbliche ma anche a carico dei privati. La successiva ricognizione del territorio portò l’ufficio tecnico comunale ad individuare le “spade di Damocle” che pendevano sulla sicurezza del suolo.

Di esse, solo una è stata eliminata. Il 1° dicembre scorso il Comune riaprì un canale che alcuni privati avevano ostruito facendone un frutteto. La struttura porta le acque raccolte al di sotto di via Sinni nell’Agri. La sua chiusura provocò l’allagamento delle case di via De Martino. L’argine crollato del Diversivo fosso valle, che porta le acque raccolte dalle pendici di Montalbano Jonico nell’Agri, invece, è stato sistemato dal Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto con terra battuta. Resisterebbe ad un evento come quello del 7 ottobre 2013? «Di fatto – ha detto il sindaco Salvatore Iacobellis - l’ente ha redatto un progetto di sistemazione definitiva con gabbionate ma esso va ancora appaltato».

Così per le opere di pertinenza comunale come la sistemazione idraulica del canale Fosso valle, interno all’abitato lungo via Rossini. L’appalto per la sistemazione del fosso Ferrarulo, invece, è l’unico ad essere stato affidato. «Ma il proprietario di un terreno - ha spiegato il primo cittadino - ha impedito, sinora, l’ingresso dei mezzi per effettuare i lavori previsti». Insomma, Genova, da queste parti, non ha insegnato nulla.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione