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Assenteismo: provolone consegnato al prefetto Blitz di Mingo a Matera

MATERA - Si abbatte una bufera sulla Prefettura di Matera. Un servizio di «Striscia la Notizia» andato in onda ieri sera ha denunciato diversi casi di assenteismo tra alcuni dipendenti del palazzo del governo del capoluogo lucano. Gli inviati del tg satirico hanno documentato come alcuni impiegati arrivano di buon’ora, si fermano nell’androne della Prefettura dove c’è l’orologio marcatempo, timbrano il badge e poi vanno via senza neanche entrare in ufficio
Assenteismo: provolone consegnato al prefetto Blitz di Mingo a Matera
MATERA - Si abbatte una bufera sulla Prefettura di Matera. Un servizio di «Striscia la Notizia» andato in onda ieri sera ha denunciato diversi casi di assenteismo tra alcuni dipendenti del palazzo del governo del capoluogo lucano. Un caso destinato a sollevare un polverone, visto che finora tali malvezzi erano stati denunciati in enti locali o Regione, ma mai in quei palazzi istituzionali dove - per rendere l’idea - viene decisa la sospensione di un politico o di un intero Consiglio comunale. Come dire, nessuno è immune dal «vizio».

Dopo giorni di appostamenti e riprese filmate con telecamere nascoste e microcamere, pedinamenti in un mercato rionale e per le strade della città, gli inviati del tg satirico di Canale 5 hanno documentato come alcuni impiegati arrivano di buon’ora, si fermano nell’androne della Prefettura dove c’è l’orologio marcatempo, timbrano il badge e poi vanno via senza neanche entrare in ufficio. Spesso in auto oppure anche a piedi. Destinazione? Bar, mercato rionale a fare la spesa, tappe in panifici o addirittura ritorno a casa o comunque in altre località per sbrigare faccende personali. Tutto, ovviamente, durante l’orario di lavoro senza aver neanche messo piede in ufficio.

All’ineffabile Mingo - volto storico di «Striscia» e autore di altre incursioni negli enti pubblici a caccia di assenteisti - il compito di consegnare un provolone al prefetto di Matera, Luigi Pizzi per «addolcire» il boccone amaro. Al prefetto è toccato (purtroppo) guardare le immagini girate nei giorni precedenti dalle troupe «infiltrate, da cui» emerge in maniera inequivocabile tale comportamento non corretto di alcuni dipendenti (sarebbero almeno una decina).
Il prefetto ha già annunciato che adotterà gli opportuni provvedimenti, sottolineando la volontà di eliminare il cosiddetto orario flessibile, quello che consente di arrivare in ufficio entro un’ora dal normale orario di servizio. Flessibilità, è bene precisare, che non consente di timbrare il cartellino e andar via, ma agevola solo l’arrivo in ufficio un po’ più tardi: resta tuttavia l’obbligo per il dipendente a rispettare il normale orario di lavoro.
Gli orari incriminati, secondo quanto è emerso, coinciderebbero con una fascia oraria cosiddetta «flessibile», per intenderci quella in cui non ci sono i dirigenti cui tocca l’onere di controllare i dipendenti. Ma ciò non giustificherebbe in alcun modo un comportamento che, come accaduto in altre occasioni, potrebbe portare all’apertura di inchieste disciplinari e/o penali.

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