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La sfida di due materani «emigranti al contrario» e il loro ristorante a Tirana

di PASQUALE DORIA
Due materani hanno aperto un ristorante nel centro di Tirana. Sono operativi da maggio. Si tratta di due fratelli , Francesco e Gaetano Motola (nella foto), 40 e 39 anni, che per convinzione e abitudine non attendono la grazia a casa loro oppure da chissà chi. Una particolarità, oltre che tricolore, il menù si caratterizza per tipiche pietanze lucane e pugliesi.
La sfida di due materani «emigranti al contrario» e il loro ristorante a Tirana
di PASQUALE DORIA

Storia di emigrazione al contrario. Gli albanesi non sono più tanti come un tempo. Alcuni sono rimasti e si sono integrati, anche a Matera. Ma segnali di un’altro tipo d’espatrio non è difficile coglierli. Del resto, quello lucano è da secoli un popolo con la valigia e adesso torna sulle rotte di sempre: quelle che conducono in direzione del lavoro, ovunque si trova, anche a costo di nuotare al contrario. Accade oggi, estrema sintesi dei tempi che cambiano.

Due materani hanno aperto un ristorante nel centro di Tirana. Sono operativi da maggio. Una scommessa partita dai piani alti. Nel senso che si tratta di due fratelli , Francesco e Gaetano Motola, 40 e 39 anni, che per convinzione e abitudine non attendono la grazia a casa loro oppure da chissà chi. No, preferiscono fare da soli.
Il primo si è laureato in Scienze forestali e tecnologie del legno, ha sviluppato un particolare interesse professionale nel settore dell’arredo e si è inserito ben presto come consulente in Umbria. Poi, il vento della crisi, non ha risparmiato neppure la sua azienda. Per quanto, nel frattempo, entrando spesso a contatto con attività della ristorazione, Francesco ha iniziato a pensare alla gestione di un’attività in proprio. Cosa che è maturata nei dintorni di Pesaro, dove con il fratello Gaetano - anche lui impegnato managerialmente nel settore degli arredi d’albergo - ha rilevato un ristorante. Poi, con lo scopo di fare breccia tra i buongustai e quanti amano la buona cucina sono andati oltre. Non si sono fermati, come anticipato, hanno teso l’arco e la freccia l’hanno scoccata ancora più lontano, oltre l’Adriatico, a valle di una serie di contatti professionali che sono maturati nell’ambito dell’ambasciata albanese.

Lo scorso maggio hanno inaugurato il nuovo locale «ristorante italiano al cento per cento - ci tengono a sottolineare - nel cuore di Tirana, tra piazza Skanderberg e dell’Università». Hanno mantenuto lo stesso nome del vecchio ristorante, La freccia di Cupido. Una particolarità, oltre che tricolore, il menù si caratterizza per tipiche pietanze lucane e pugliesi. Di più, «i sapori della tavola del Belpaese - evidenziano Francesco e Gaetano - sono di volta in volta proposti alla clientela in una chiave dove il tema dominante è sempre l'amore, ossia l'amore per il buon cibo che deriva dalla millenaria cultura dei sapori mediterranei».

Inutile aggiungere che oltre a loro, nel locale lavorano altre persone, tutte del posto, a iniziare dallo chef. E dove fanno la provvista delle pietanze per le loro specialità? Dalla vicina Bottega italiana, così si chiama il fornitissimo negozio di generi alimentari partner del ristorante. Non è tutto. Si perchè, quando è necessario, le pratiche burocratiche a Tirana le sbriga una altro materano, Mario Gucci, commercialista che a sua volta non ha chiesto favori e raccomandazioni, a nessuno. È partito, pure lui, ma con idee chiare, non con la solita vecchia valigia di cartone.

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