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Affaroni: immobili pubblici lucani si svendono al ribasso

di FILIPPO MELE
La Regione Basilicata, finalmente, ha battuto un colpo nelle vendite dei beni immobiliari ex Ente di sviluppo agricolo della Basilicata (Esab). È stata ritenuta congrua dall’Ufficio provveditorato e patrimonio, Dipartimento della presidenza della Giunta, l’offerta al ribasso presentata da un privato per l’ex gioiello dell’agroalimentare e dell’ortofrutta del Metapontino denominato Cometa, sito nel borgo di Metaponto, Comune di Bernalda
Affaroni: immobili pubblici lucani si svendono al ribasso
di FILIPPO MELE

La Regione Basilicata, finalmente, ha battuto un colpo nelle vendite dei beni immobiliari ex Ente di sviluppo agricolo della Basilicata (Esab). È stata ritenuta congrua dall’Ufficio provveditorato e patrimonio, Dipartimento della presidenza della Giunta, l’offerta al ribasso presentata da un privato per l’ex gioiello dell’agroalimentare e dell’ortofrutta del Metapontino denominato Cometa, sito nel borgo di Metaponto, Comune di Bernalda. Al momento non sono noti né il nome dell’imprenditore acquirente né l’entità di quanto dovrà pagare all’ente pubblico.

Lo stabile, sia pur fatiscente e carico di tetti di amianto e già «alloggio» di fortuna di lavoratori agricoli extracomunitari, è situato in una posizione strategica da un punto di vista commerciale ed edilizio: è a pochi metri dalla stazione ferroviaria, dal Borgo, dalla spiaggia «degli dei» e dalla Statale 106 Jonica. L’iter della vendita, effettuata in base all’ultimo bando emanato il 12 febbraio scorso, prevede la scelta del notaio da parte del compratore, la presentazione di eventuali documenti a corredo, e la stipula dell’atto di cessione. Si attende, al momento, l’indicazione del notaio.

Cosa potrà realizzare l’acquirente, per ora «misterioso», sull'area dell’ex Cometa? Quanto è previsto dal piano regolatore generale di Bernalda. In primis, quindi, un’altra struttura produttiva del settore ortofrutticolo. Ma anche altro. Vedremo. Intanto, il «bubbone», autentico cimitero industriale nel cuore di Metaponto, verrà eliminato. Si concluderà, così, una tentata vendita di un bene pubblico accompagnata sempre da scetticismo. Il cespite era in alienazione, ormai, da tempo immemorabile, quantomeno dal 2005, ma nessuno l’aveva mai voluto comprare. Un bene derivante da quel pozzo di sperperi di denaro collettivo che sono state le cooperative dell’ex Ente di riforma fondiaria. Numerose le aste per trattativa privata, con offerte al rialzo partendo da un prezzo base, andate fallite. Tanto che il Dipartimento della presidenza della Giunta, Ufficio provveditorato e patrimonio, ha dovuto ripiegare sulla trattativa privata ma con offerte anche al ribasso. Insomma, se non si è trattato di una autentica svendita poco ci è mancato. Per giudicare occorrerà conoscere l’importo della cessione e fare un parallelo con quelli che erano i prezzi base delle aste precedenti. Ma, si sa. Siamo in un periodo di forte crisi economica ed il mercato edilizio non tira affatto. Chi avrà fatto l’affare? Il compratore o la Regione? Vedremo.

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