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Triste primato lucano 80 persone scomparse

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Mario è partito per le vacanze e non ha fatto più ritorno, Alfonso e Giuseppe volevano riscuotere un credito e sono spariti, Vincenzina è andata alla processione della Madonna di Viggiano e non è più tornata, Angelo è andato alla ricerca della donna che amava e di lui non si è saputo più nulla, Antonio è malato di Alzheimer e di sicuro si è allontanato perché non ricordava più la via di casa. Dal 1971 a oggi la Basilicata conta oltre 400 persone scomparse. A 330 è andata bene: sono state ritrovate. Per una ottantina le ricerche sono ancora in corso
Triste primato lucano 80 persone scomparse
di Fabio Amendolara

POTENZA - Mario è partito per le vacanze e non ha fatto più ritorno, Alfonso e Giuseppe volevano riscuotere un credito e sono spariti, Vincenzina è andata alla processione della Madonna di Viggiano e non è più tornata, Angelo è andato alla ricerca della donna che amava e di lui non si è saputo più nulla, Antonio è malato di alzheimer e di sicuro si è allontanato perché non ricordava più la via di casa, Domenico è uscito qualche anno fa dalla casa di riposo per prendere una boccata d’aria e non ha lasciato tracce, Ottavia non l’hanno nemmeno cercata per 35 anni. Sono tanti. Sono uomini, donne e bambini che fanno parte del popolo degli scomparsi.

I DATI - Dal 1971 a oggi la Basilicata conta oltre 400 persone scomparse. A 330 è andata bene: sono state ritrovate. Per una ottantina le ricerche - stando agli ultimi dati utili in possesso del commissario straordinario del governo - sono ancora in corso. Di questi 80 i minorenni sono otto. Cinque sono extracomunitari e solo due i lucani. le famiglie Di alcuni scomparsi si sono occupati tv e giornali. Altri sono sconosciuti. Tutte le storie però sono accomunate da una caratteristica: la grande sofferenza delle famiglie che vivono da anni nell’attesa. E che sono condannate a combattere contro indifferenza, incompetenza, inadempienza. Spesso è necessario lottare anche contro chi cerca di depistare o insabbiare. Perché il caso di Elisa Claps sembra non aver insegnato nulla. E le famiglie ancora oggi si sentono dire: «Non preoccupatevi, tornerà». Oppure: «Se si è allontanato volontariamente non possiamo fare nulla». i ritardi Le ricerche molto spesso partono in ritardo. Se non addirittura molti anni dopo. Come nel caso di Ottavia De Luise. È scomparsa 39 anni fa a Montemurro e dopo qualche mese il fascicolo era già in archivio. Le indagini, riaperte nel 2010, sono finite subito su un binario morto.

MENO FIDUCIA - Ci sono famiglie che sono riuscite a resistere per tanto tempo. E altre che hanno perso presto la fiducia nelle istituzioni e hanno cercato altre strade pur di ritrovare il parente. I familiari di Rocco Cirigliano (un anziano che si è allontanato da Vaglio nel 2009. Il giorno della scomparsa aveva detto che voleva comprare un maiale da un allevatore di Campomaggiore. Non è più tornato) dissero di essere disponibili a pagare fino a 50mila euro per ricompensare chi avesse portato notizie utili alle ricerche.

NON RISULTA NULLA - Di alcuni non ci sono neanche informazioni precise: Pasquale Magliano (Ginestra), Raffaele Mazzucca (Genzano), Giuseppe Mele (Stigliano) Rocco Carella (Picerno). Sul sito internet della trasmissione Rai «Chi l’ha visto?» (unico punto di riferimento per chi vive questo dramma) risultano ancora tra gli scomparsi. Ma neanche le forze dell’ordine sono in grado di confermarlo. l’alzheimer E poi ci sono i malati di alzheimer. Negli ultimi anni ne sono scomparsi almeno una trentina. Qualcuno è riuscito a tornare. Qualche altro è stato trovato senza vita. Di altri non si hanno notizie: Antonio Mancini è scomparso da Melfi nel 2007, Antonio Martelli, sparito nel 2001, è di Corleto ed era ospite della casa di riposo di Acerenza, Domenico Lopatriello di Pisticci era in cura nella casa di riposo di Ferrandina. Qualche associazione ha proposto di assegnare un Gps (che grazie al collegamento satellitare riesce a fornire la posizione in cui ci si trova in tempo reale) ai malati di alzheimer. E in un cimitero della terra degli scomparsi c’è anche un cadavere che non è mai stato identificato: forse di nazionalità afgana. Lo trovarono due estati fa in un dirupo. Non ha ancora un nome.

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