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Adduce «santo» resuscita collega sindaco vincendo la jella di Colobraro

di FILIPPO MELE
Cosa non farebbe un sindaco pur di cogliere un risultato importantissimo per la sua città? Salvatore Adduce, nel paese una volta considerato della jella, tanto da non poterlo nominare, si è trasformato in “santo” ed ha compiuto un “miracolo” che riuscì solo a Gesù Cristo. Ha “resuscitato” l’ex sindaco di Policoro ed ex consigliere regionale, Antonio Di Sanza. Il tutto per sostenere la candidatura della città dei Sassi a capitale europea della cultura 2019
Adduce «santo» resuscita collega sindaco vincendo la jella di Colobraro
di FILIPPO MELE

Cosa non farebbe un sindaco pur di cogliere un risultato importantissimo per la sua città? Salvatore Adduce, nel paese una volta considerato della jella, tanto da non poterlo nominare, si è trasformato in “santo” ed ha compiuto un “miracolo” che riuscì solo a Gesù Cristo. Ha “resuscitato” l’ex sindaco di Policoro ed ex consigliere regionale, Antonio Di Sanza. Il tutto per sostenere la candidatura della città dei Sassi a capitale europea della cultura 2019. Il curioso siparietto si è svolto nella serata di venerdì scorso in quel luogo magico per questo genere di avvenimenti che è Colobraro. Per di più, a testimonianza della “verità”, ci sono i video e le foto scattate dal pubblico lì radunato per partecipare ai percorsi teatralizzati inventati nella cittadina della valle del Sinni e che vanno sotto il nome di “Sogno di una notte a quel... paese”.

Mai nessuno, però, aveva mai sognato di assistere a quello a cui ha assistito. Adduce, in piedistallo, vestito di rosso porpora, con tanto di aureola “d’ordinanza”, portato a spalle, sotto le luminarie, ha benedetto la folla col suo indice benedicente ed ha recitato le sue magiche preghiere per resuscitare il morto che aveva davanti. Morto steso e stecchito su una bara con tante prefiche che ne piangevano le lodi. “Sant'Adduce” ha dovuto sudare per compiere il “miracolo”.

Alla fine, però, le sue preghiere sono state ascoltate ed i suoi sforzi sono stati premiati. “Lazzaro - Di Sanza” ha ripreso a respirare fino ad alzarsi in piedi ed a riverire il suo salvatore. Il tutto per Matera capitale della cultura 2019. Il sindaco taumaturgo, dopo la “perfor mance”, si è detto sicuro del successo:

“Nessuno ci batterà. Possiamo anche non far più nulla per conquistare il risultato. Ci penserà la magia di Colobraro. Paese jellato? Macchè. A noi porterà tantissima fortuna. Pensate che a me avevano destinato il ruolo del morto. Ma la bara era troppo piccola per la mia stazza. Non ci vedete un segno divino? Da morto sono diventato santo. E da santo ho resuscitato il morto”.

Ed il “morto resuscitato” cosa ha detto? Di Sanza: “Non credevo a quel che mi è accaduto. “Sant'Adduce” è stato bravissimo. Solo che per portarlo a spalle al posto mio hanno dovuto raddoppiare i portantini. Si, è stato un vero miracolo”. Non tutti sanno, però, che Adduce qualche virtù divinatoria l’aveva già. Non per niente è nipote del compianto parroco di Ferrandina, Giovanni Grieco, condottiero delle lotte per il lavoro in Val Basento. E non per niente ha studiato nei gesuiti. Prima di farsi prete, però, lasciò il seminario. Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse compiere il “miracolo di Colobraro”. Ma le arti magiche che ha appreso dal suo collega colobrarese Andrea Bernardo, gongolante per la ricaduta pubblicitaria dall’evento sul suo Comune, gli serviranno per salvare la sua Giunta ed a riunificare il suo partito? Insomma, gli riuscirà davvero il miracolo di Matera capitale della cultura 2019?

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