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Sabato 21 Ottobre 2017 | 08:45

Troppi soldi non spesi sulla «card idrocarburi»

di LUIGIA IERACE
Il bonus della discordia è arrivato ma per molti è un fondo «dormiente». Sono «tanti», infatti, i cittadini lucani che ancora non lo hanno speso. E così, mentre la terza e la quarta erogazione sono state sbloccate con il decreto appena firmato dai ministri Guidi (Mise) e Padoan (Mef), si scopre che sul conto di Poste Italiane, sono «tanti» i beneficiari che ancora non hanno speso i soldi della prima e della seconda erogazione
Troppi soldi non spesi sulla «card idrocarburi»
di LUIGIA IERACE

Il bonus della discordia è arrivato ma per molti è un fondo «dormiente». Sono «tanti», infatti, i cittadini lucani che ancora non lo hanno speso. E così, mentre la terza e la quarta erogazione sono state sbloccate con il decreto appena firmato dai ministri Guidi (Mise) e Padoan (Mef) e la «card» dei lucani sarà ricaricata tra fine anno e inizio anno nuovo, si scopre che sul conto di Poste Italiane, dove il Ministero versa il bonus da ripartire sulle card dei lucani, sono «tanti» i beneficiari che ancora non hanno speso i soldi della prima e della seconda erogazione o addirittura di tutti e due i bonus: 240, 95 euro complessivi (100,70 più 140,25 euro) sebbene i versamenti siano stati effettuati nel 2012 e nel 2013.

Intanto, sono in arrivo altre risorse: una somma, come anticipato nei giorni scorsi dalla Gazzetta che potrà oscillare, a seconda della fascia di reddito di appartenenza tra i 30 euro e i circa 150 euro per il terzo bonus e tra i 30 e gli oltre 220 euro per il quarto bonus. Ma mentre si discute sull’importo (per alcuni, comunque, « u n’elemosina»), sulle modalità di erogazione tra abbienti e non abbienti (patentati, residenti maggiorenni e non) sorprende il fatto che non sia stato speso, Perché? Difficile dare una risposta, soprattutto per il fatto che la card viene consegnata ai lucani, dopo una espressa richiesta degli aventi diritto: una domanda nella quale si autocertifica il possesso dei requisiti (con risvolti, quindi, non bisogna dimenticarlo, anche di natura penale per eventuali false dichiarazioni).

Siamo di fronte a cittadini parsimoniosi e risparmiatori (caratteristica che contraddistingue il popolo lucano) che hanno preferito conservare quei soldi per sopperire a momenti di necessità? Saranno cittadini distratti che hanno perduto la card o il pin? Che l’hanno dimenticata chissà in quale cassetto? Che hanno risposto all’invito di qualcuno, qualche tempo fa, a bruciarla o distruggerla? Saranno cittadini disinteressati a due pieni di benzina? Saranno persone decedute? Vale la pena di ricordare che il bonus non è ereditabile e il diritto si estingue con la morte dell’intestatario della carta. Si tratta, infatti, di una carta prepagata del circuito Master- card che segue tutte le indicazioni di legge e che pertanto è personale ed ha anche una sua validità temporale. Le prime card inviate ai lucani scadranno nel 2017 e allora si porrà il problema per chi non ha speso.

Sarà rinnovata, ci sarà ancora il bonus o le cose cambieranno? Tutto da decidere, ma, intanto, il bonus crescerà con le prossime due erogazioni. E chi non ha speso si troverà un «tesoretto» tra i 300 euro (considerando l’aggiun - ta di 2 bonus da 30 euro) e i 710 euro (considerando il tetto massimo) da spendere in carburante o continuare a tenere su un conto «dormiente» come i tanti libretti postali e depositi non movimentati esistenti in Italia. Eppure sarebbe interessante sapere a quanto ammonta il «bonus idrocarburi dormiente» e u n’interrogazione parlamentare a risposta scritta potrebbe rivelare a quanto ammontano le risorse del fondo lucano non spese. Almeno per capire qual è il reale interesse dei lucani verso questo benefit.

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