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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 14:28

Rivuole l'azienda venduta all'asta: digiuna da 9 giorni

POLICORO (Matera) - Angela Ergastolo, moglie dell’imprenditore agricolo Leonardo Conte, che da nove giorni in piazza Heraclea a Policoro (Matera), sta facendo lo sciopero della fame per rientrare in possesso della propria azienda, acquistata da un confinante a un’asta a causa di problemi finanziari, ha rivolto un appello alle “donne” della vicenda,  alla moglie dell’uomo e all’avvocatessa che lo assiste, affinchè si possa trovare una mediazione in relazione alle diverse proposte per rientrare in possesso del bene
Rivuole l'azienda venduta all'asta: digiuna da 9 giorni
MATERA - Angela Ergastolo, moglie dell’imprenditore agricolo Leonardo Conte, che da nove giorni in piazza Heraclea a Policoro (Matera), sta facendo lo sciopero della fame per rientrare in possesso della propria azienda, acquistata da un confinante a un’asta a causa di problemi finanziari, ha rivolto un appello alle “donne” della vicenda,  alla moglie dell’uomo e all’avvocatessa che lo assiste, affinchè si possa trovare una mediazione in relazione alle diverse proposte per rientrare in possesso del bene.

Lo ha fatto oggi, a Matera, in occasione della conferenza stampa promossa dal portavoce di Terrejoniche, Gianni Fabbris, che per domani ha organizzato a Policoro una manifestazione contro lo sciacallaggio e per ribadire la necessità che Conte riabbia quello che ha perso un un momento di difficoltà. Il presidente della giunta regionale di Basilicata, Marcello Pittella, ha espresso solidarietà all’imprenditore e ha auspicato una mediazione sulla vicenda anche con l’apporto della Regione: “Siamo stanchi – ha detto Ergastolo – ma determinati ad andare avanti. Stiamo facendo da apripista anche per altre persone che stanno vivendo la nostra stessa situazione. Mi rivolgo alla moglie dell’imprenditore, nostro confinante, al suo avvocato affinchè ci ripensi. La legge morale non è scritta ma è alla base di ogni legge e questo deve indurre a riflettere”.

Fabbris ha chiesto alla politica atti concreti per contrastare le condizioni che favoriscono lo sciacallaggio, favorite dal silenzio e da quanti sono pronti ad approfittare delle situazioni di difficoltà delle imprese agricole: “Ma chiediamo – ha aggiunto – anche una moratoria sugli atti esecutivi in corso e contrasti concreti a un fenomeno preoccupante. Alla magistratura chiediamo di verificare se ci sono cordate finanziarie con prestanome e agli inquirenti la provenienza delle risorse per questo genere di operazioni”.

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