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È campione di hockey ma festeggia troppo e passa la notte in cella

di FRANCO TORITTO
MATERA - Prima la medaglia d’oro al collo, per aver vinto il titolo di campione d’Europa di hockey su pista con la Nazionale azzurra. Poi il fattaccio: le manette ai polsi. È quanto è accaduto a Massimo Tataranni (foto), materano di 36 anni, campione sulle rotelle, l’altra sera in Spagna dopo il trionfo azzurro.  Tutto questo per aver esultato troppo. Sarebbe questa la motivazione
È campione di hockey ma festeggia troppo e passa la notte in cella
di Franco Toritto

MATERA - Tutto in una notte. Una giornata irripetibile, impossibile da dimenticare. Prima la medaglia d’oro al collo, per aver vinto il titolo di campione d’Europa di hockey su pista con la Nazionale azzurra. Poi il fattaccio: le manette ai polsi. È quanto è accaduto a Massimo Tataranni, materano di 36 anni, campione sulle rotelle, l’altra sera in Spagna dopo il trionfo azzurro. La punta di diamante del Valdagno, in cui attualmente gioca e miete successi, avant’ ieri dopo aver segnato una doppietta decisiva per salire sul tetto d’Europa, si è ritrovato malmenato e poi accompagnato in Commissariato. Tutto questo per aver esultato troppo. Sarebbe questa la motivazione.

Il campione di Serra Rifusa, il quartiere e tempio sacro dell’hockey materano, non ha potuto partecipare neanche alla premiazione. Era già stato prelevato da due agenti in borghese, sebbene lui fosse con la divisa della Nazionale e, perciò, ben riconoscibile. «È un fatto deplorevole - ha sottolineato Sabatino Aracu, il numero uno della Federazione -. Ci stiamo muovendo anche con la Farnesina per far luce su quello che è un atto di prepotenza».Da parte sua, Enzo Viti, il «mago» delle rotelle a Matera, traccia un profilo del campione: «Ho seguito Massimo (Tataranni, ndr) per molti anni. Ma la scoperta è di Mimmo Capolupo, altra figura storica del nostro movimento.

Tataranni ha lasciato la Rotellistica da molto tempo. Ha iniziato sui pattini che aveva sei, sette anni. Adesso è un vero leader». E sul fattaccio? «Ho assistito al trionfo su streaming. Mi sono insospettito quando non l’ho visto sul podio e la stessa esultanza dei compagni non era proprio clamorosa alla luce del risultato ottenuto. Gli spagnoli - aggiunge - non ci hanno perdonato questa affermazione in casa loro. Del resto hanno fischiato l’ingresso in campo della Nazionale, l’inno di Mameli e la premiazione. Nessuno degli iberici si attendeva questo successo azzurro».

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