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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:16

Teatro, il dramma del conte Tramontano in scena a Matera

MATERA – Storia, amore, ambizione e riscatto: sono gli elementi che caratterizzeranno il dramma “Giovancarlo Tramontano, conte di Matera”, che sarà rappresentato dal 16 al 18 luglio e dal 5 al 7 agosto dalla compagnia "Talia teatro" sul piazzale del cinquecentesco e incompiuto castello Tramontano. Il lavoro, realizzato in occasione dei 500 anni della morte del conte, è stato illustrato oggi
Teatro, il dramma del conte Tramontano in scena a Matera
MATERA – Storia, amore, ambizione e riscatto: sono gli elementi che caratterizzeranno il dramma “Giovancarlo Tramontano, conte di Matera”, che sarà rappresentato dal 16 al 18 luglio e dal 5 al 7 agosto dalla compagnia "Talia teatro" sul piazzale del cinquecentesco e incompiuto castello Tramontano. Il lavoro, realizzato in occasione dei 500 anni della morte del conte, è stato illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il regista e attore Antonio Montemurro, lo storico Giovanni Caserta e l’assessore comunale alla Cultura, Jenny Visceglia. Il dramma, in sette quadri, ha preso spunto da un’opera di Gianbattista Cely Colajanni, edito nel 1869 presso la tipografia degli Accattoncelli.

“Ho riscritto – ha spiegato Montemurro - completamente e integrato l’avvenimento con fatti ed episodi storicamente accertati, recuperandone la memoria storica, così da proporre agli spettatori utili spunti di riflessione”.
Tramontano, un borghese esattore, che si conquistò il titolo di conte dai regnanti spagnoli, risultò essere inviso ai nobili locali sia per la provenienza sia per l’aumento delle tasse per soddisfare maniere e progetti di grandezza, come dimostra l'incompiuto castello che porta il suo nome. Fu ucciso dopo una congiura nobiliare – fatta passare per una rivolta popolare – per mano di sicari in via Riscatto, nei dintorni della cattedrale, il 29 dicembre 1514. A Napoli una strada del centro storico è dedicata al conte Carlo Tramontano.
Gli autori hanno auspicato che il lavoro possa coinvolgere anche la realtà napoletana nell’ambito di un programma di valorizzazione e approfondimento della cultura meridionale. Il prezzo del biglietto è fissato in dieci euro.

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