Martedì 17 Luglio 2018 | 04:22

Festa della Bruna Matera nel giorno più lungo

di EMILIO OLIVA
MATERA - Il 2 luglio è arrivato. La città si appresta a vivere il giorno più lungo dell’anno e l’attesa si carica di grande enfasi. Sono molteplici i motivi per farne una data da ricordare. È la prima volta delle luminarie accese a ritmo di musica, la prima volta del carro di cartapesta illuminato da luci led, la prima volta dei fuochi di artificio esplosi dal terrazzo di Palazzo di città il giorno della vigilia. Malgrado 625 anni di storia ufficiale, la festa della Bruna continua a innovarsi
Festa della Bruna Matera nel giorno più lungo
di EMILIO OLIVA

MATERA - Il 2 luglio è arrivato. La città si appresta a vivere il giorno più lungo dell’anno e l’attesa si carica di grande enfasi. Sono molteplici i motivi per farne una data da ricordare. È la prima volta delle luminarie accese a ritmo di musica, la prima volta del carro di cartapesta illuminato da luci led, la prima volta dei fuochi di artificio esplosi dal terrazzo di Palazzo di città il giorno della vigilia. Malgrado 625 anni di storia ufficiale, la festa della Bruna continua a innovarsi, secondo l’antico detto “a mogghj a mogghj a l’ònn c’ vèn”, che la vuole ogni anno migliore, sempre diversa, mai uguale a se stessa.

Di piccoli e grandi primati, di variazioni al copione, di innovazioni il canovaccio della ricorrenza patronale è pieno. Basta soltanto scavare un po’ tra le pieghe di un depliant e, soprattutto, nelle indiscrezioni colte tra gli organizzatori. Sarà, per esempio, la prima volta che il Concerto bandistico Città di Matera accompagnerà la processione dei Pastori. E per la prima volta quest’anno saranno staccati due pezzi del carro, uno frontale e uno laterale, per consentire ai muli di compiere i tre giri, prima della deposizione della Madonna e della stessa ricomposizione del manufatto di cartapesta per affrontare il tradizionale assalto in piazza. Sarà la prima volta che uno dei simboli del carro, la porta della Madonna, sarà venduto all’asta, dopo che l’artista Andrea Sanson e, cui sarebbe spettato per tradizione, come autore dell’opera, ha rinunciato a prenderla in consegna. Sarà anche la prima volta di un pacco a sorpresa custodito all’interno del carro, come omaggio agli assalitori.

Ma quest’anno soprattutto sarà la prima volta di Domenico Andrisani, «Mimì» per gli amici, 77 anni, da presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna, che organizza la festa, dopo esser stato rappresentante del Comune nel 2010 e nel 2011 ed esser stato coordinatore del comitato esecutivo nel 2012 e nel 2013. L’esordio avverrà soltanto in questa veste, perché è dall’adolescenza che Andrisani vive la festa da protagonista, da quando il nonno, il cav. Vincenzo Pizzilli, cominciò a inanellare 27 anni di esperienza alla guida del comitato organizzatore.

«L’ultima volta fu nel 1951», ricorda Andrisani, precisando di essersi avvalso di quella esperienza giovanile per mettere a frutto il nuovo incarico. «In quegli anni ho conosciuto il nonno di Giovanni Faniuolo, di Putignano, la ditta che ha allestito le luminarie anche quest’anno», chiosa il presidente dell’Asso - ciazione Maria SS. della Bruna, evidenziando la strana miscela di corsi e ricorsi storici. «All’epoca – racconta Andrisani – la popolazione sosteneva per intero i costi della festa. Non c’erano interventi pubblici. Persino i contadini versavano il loro contributo in natura. Si trattava di prodotti, soprattutto grano, che venivano venduti per destinare il ricavato all’org anizzazione della festa. Quest’anno, superando ogni aspettativa, i fondi della raccolta tra i privati rappresentano il 50 per cento delle spese. Nel 2010 erano al 14 per cento mentre lo scorso anno salirono ai 30-32 per cento. Questo vuol dire che le aziende materane cominciano a credere nella festa poiché sono loro ad assicurare il maggior introito. L’operazione di marketing sta cominciando a dare risultati. A quegli imprenditori che in passato ci hanno sempre aiutato e che oggi per effetto della crisi sono in difficoltà abbiamo comunque concesso di esporre i propri banner lungo il percorso della processione, convinti che la festa sia un volano dell’economia cittadina».

Se i numeri della Bruna sono in crescita in tutti i sensi, i traguardi raggiunti non possono essere considerati assoluti. Lo pretende anche il motto del 2 luglio. Il meglio deve ancora venire. «Il nostro detto – obietta Andrisani – mi spaventa un po’. Sarà difficile fare meglio di quest’anno, ma l’impegno ci sarà almeno per uguagliare lo sforzo che stiamo profondendo quest’anno. Noi del comitato siamo testardi e la spinta di incoraggiamento che proviene da tutti i petardi esplosi durante la processione dei Pastori. Sotto, una coreografia della Pirotecnica Santa Chiara ceti sociali e dalle istituzioni civili e religiose ci stimola ad andare avanti per soddisfare le attese della città. Per il futuro ho due sogni. Il primo che la processione del mattino per il trasferimento della sacra immagine della Madonna dalla chiesa di San Francesco a Piccianello siano anticipata alla sera prima per evitare che si concentri tutto il 2 luglio, in una giornata interminabile che comincia con la processione dei Pastori, che andrebbe valorizzata meglio, e termina con lo strappo del carro. Il secondo sogno è quello di riportare la processione dei Pastori nei sassi, senza trascurare gli altri quartieri».

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