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All'Università di Basilicata eletto primo rettore donna

di EMANUELA FERRARA
POTENZA - Aurelia Sole succede a Mauro Fiorentino alla guida dell'Unibas. Cosentina, 57 anni, ama cinema e cucina. Ai ballottaggi ha ottenuto 178 voti complessivi, 127 le preferenze per Carmine Serio. Da due anni coordina il Dottorato di ricerca in Metodi e tecnologia per il monitoraggio ambientale
All'Università di Basilicata eletto primo rettore donna
Università di Potenza
Primo rettore donna
Aurelia Sole succede a Mauro Fiorentino,. Cosentina, 57 anni, ama cinema e cucina. Ai ballottaggi ha ottenuto 178 voti complessivi, 127 le preferenze per Carmine Serio. Da due anni coordina il Dottorato di ricerca in Metodi e tecnologia per il monitoraggio ambientale
EMANUELA FERRARA
POTENZA - A Potenza è l’anno dei ballottaggi. Dopo quello a livello politico per scegliere il primo cittadino del capoluogo regionale, è stata la volta di quello interno all’Università degli studi della Basilicata. Dopo le varie elezioni andate a vuoto da ieri sera l’Unibas ha il nuovo rettore. Tra Carmine Serio ed Aurelia Sole, gli ultimi due candidati rimasti in lizza per il posto di magnifico, l’ha spuntata la professoressa ordinaria di Idraulica computazionale alla facoltà di Ingegneria.

Quella di ieri è stata la quarta votazione. Nel corso delle prime tre, e nello specifico in quella del 24 giugno scorso, l’orientamento era piuttosto chiaro. Il prossimo sessennio di rettorato va di diritto alla Sole che tra 484 voti ne ha presi ben 178 contro i 127 del suo concorrente.

Buona parte dei voti la cosentina li aveva recuperati, in precedenza, dal personale tecnico amministrativo. Ora, però, il tempo dei conteggi è finito ed inizia quello dei lavori. Non importa dunque chi l’ha voluta alla direzione di Unibas, conta piuttosto quello che per l’Ateneo riuscirà a fare. Gli anni passati sono stati, a detta del suo predecessore Fiorentino, duri e difficili a causa del blocco del turn-over e della crisi generale che sta investendo i piccoli atenei.

Sole avrà dunque un bel po’ da fare a partire dal 30 settembre prossimo, giorno in cui scadrà ufficialmente il mandato di Fiorentino, ordinario di Costruzioni Idrauliche e Idrologia nell’Unibas.

Aurelia Sole, nata a Cosenza nel 1957, è figlia di un ferroviere e di una casalinga. Madre di due figli, si è laureata nel 1984, nell’Università degli Studi della Calabria, in Ingegneria Civile per la Difesa del Suolo e la Pianificazione Territoriale. Il suo è un curriculum di tutto rispetto. Dal 1986 lavora nell’Università della Basilicata dove è diventata professore ordinario a partire dal 2006. L’attività di ricerca nel corso del tempo si è specializzata nel campo della valutazione del rischio idrologico-idraulico e dell’uso di strumenti di analisi spaziale del territorio. Dal 2007 al 2012 è stata direttore del Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente; dal 2009 al 2012 presidente del Collegio dei Direttori dell’Università della Basilicata. Dal 2003 al 2006 è componente della Giunta – con funzioni di direttore vicario – del Centro di Ricerca Interuniversitario in Monitoraggio Ambientale (CIMA). Dal 2012 coordina il Dottorato di ricerca in Metodi e Tecnologie per il Monitoraggio Ambientale. Dal 2013 è stata Prorettore alla didattica e progetti di internazionalizzazione dei corsi di studio.

La sua è stata una candidatura sentita e voluta vivamente proprio per sviluppare in primis un dibattito acceso sul prossimo futuro dell’ateneo lucano e per concretizzare poi proprio questi progetti. «L’acqua, il territorio, il paesaggio – scrive nel suo sito – e la natura, sono parte della mia vita, da sempre, come studioso e come ingegnere. Ma anche come persona che ama capire e prendersi cura dell’ambiente in cui vive. Amo leggere, l’arte e il cinema. Mi piace cucinare. Amo ascoltare le persone, più che parlare. Nella mia formazione ha svolto un ruolo importante l’impegno nel movimento femminista». Tutti elementi fondamentali su cui si basa, o potrebbe basarsi, la vita della regione Basilicata in cui probabilmente servono più donne al comando.

Il suo sarà sicuramente un lavoro difficile ma non impossibile. Rilanciare l’Unibas è l’obiettivo primario e in sei anni si possono fare tante cose.

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