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Creato da due alluvioni ora si fa turismo sul lago «Mo'-mo'»

di FILIPPO MELE
PISTICCI - «Non potendo più fare agricoltura ci daremo al turismo». Con queste parole Gianni Fabbris, portavoce del Comitato di difesa delle terre joniche, ha simbolicamente inaugurato uno stabilimento balneare sulla riva del lago che non c'era e che si è formato dopo gli allagamenti dell’ottobre e dicembre scorsi, il lago Mò Mò. Ombrelloni, sdraio, pedalò, un gazebo con birre e focacce, e tanto di “listino” delle attività, pesca compresa
Creato da due alluvioni ora si fa turismo sul lago «Mo'-mo'»
di FILIPPO MELE

PISTICCI - «Non potendo più fare agricoltura ci daremo al turismo». Con queste parole Gianni Fabbris, portavoce del Comitato di difesa delle terre joniche, ha simbolicamente inaugurato uno stabilimento balneare sulla riva del lago che non c'era e che si è formato dopo gli allagamenti dell’ottobre e dicembre scorsi, il lago Mò Mò. Ombrelloni, sdraio, pedalò, un gazebo con birre e focacce, e tanto di “listino” delle attività, pesca compresa, hanno fatto bella mostra di sé ai partecipanti. Molti provenienti da fuori regione. Già, l’iniziativa ha avuto lo scopo, tra l’altro, di radunare esponenti di associazioni su scala nazionale per costituire una rete dei siti inquinati da bonificare e di quelli dissestati da recuperare.

«E la scelta del lago Mò Mò – ha spiegato Fabbris – è fortemente simbolica. Siamo a ridosso della Pista Mattei ed a 500 metri da Tecnoparco. Vale a dire dal fallimento della industrializzazione chimica della Valle del Basento e dal mancato decollo delle infrastrutture. Il fallimento di un modello di sviluppo. Come per l’agricoltura. I greci navigavano i nostri fiumi. Oggi essi sono per noi un incubo. Così, a mesi di distanza dalla sua formazione, il lago Mò Mò è ancora qui a dimostrare i mancati interventi di risanamento del territorio da parte delle istituzioni. Ecco perchè chiederemo al Comune di Pisticci ed alla Regione Basilicata la concessione per uno stabilimento balneare. Da domani faremo gli operatori turistici».

Provocazione a parte, l’iniziativa è servita da start per la Carovana per le terre e per i fiumi. Una serie di incontri che servirà per la presentazione e la raccolta di firme per la proposta di legge per il Bonus terra elaborata del Comitato. Nel testo si chiede la costituzione di un fondo per la tutela della terra e delle attività compatibili nelle aree a rischio idrogeologico e ambientale. Fondo che, fra l’altro, sostituirebbe la legge sul Bonus carburanti e destinerebbe risorse alla prevenzione delle alluvioni, alla bonifica delle aree inquinate, a progetti di tutela agroecologica di ambienti dissestati e ad azioni di inclusione e sostegno sociale per fasce di cittadini in difficoltà. Il pdl sarà depositato in Cassazione il 19 giugno prossimo dando così avvio ad un forte impegno di promozione e raccolta di firme fra i cittadini lucani e non solo.

I primi due appuntamenti sono stati già fissati. Il primo a Roma, alle ore 12 sempre del 19 giugno, nella sala Poli della Camera dei deputati in cui verrà illustrata la proposta ai parlamentari lucani. Il secondo a Potenza, il giorno seguente, per consegnare il testo al presidente della Regione, Marcello Pittella. Dopo questi due atti la Carovana per la terra ed i fiumi proseguirà la sua marcia il 21 giugno con le tappe di Rotondella e Nova Siri per concludersi a Matera il 7 luglio prima di passare in Puglia.

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