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Dopo gli arresti di Matera

Sanitopoli lucana, nuovo fascicolo: «Pittella sapeva dell'indagine»

La Procura: il governatore si giustificò al telefono «A casa mia parlammo di trasferimenti»

marcello pittella

MATERA - Anche il presidente della Regione, Marcello Pittella, potrebbe essere stato informato dal direttore generale Pietro Quinto dell’esistenza di un’indagine sui concorsi truccati. È anche per questo che la Procura di Matera diretta da Pietro Argentino, sulla base di un’informativa della Finanza, ha aperto un nuovo fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di rivelazione di segreto d’ufficio. Un pezzo della vicenda è già noto. Il 29 maggio 2017, dopo che incontra il senatore pd Salvatore Margiotta (che ha smentito di essere la talpa, parlando di un incontro per motivi personali) Quinto si mostra allarmato ed agitato tanto da voler incontrare subito la direttrice amministrativa Maria Benedetto con cui è finito in carcere venerdì scorso. Le telecamere piazzate in ufficio registreranno la donna mentre cerca microspie sotto la scrivania. Lo stesso Quinto alle 11 di mattina del 2 giugno (festa della Repubblica) sente il bisogno di chiamare il suo meccanico di fiducia: secondo la Finanza avrebbe fatto verificare la presenza di cimici in macchina.

Un cambio di tono anche nelle telefonate, «così da far ricondurre ad un alveo di legalità - scrive la Finanza - alcuni episodi monitorati» nel corso dell’indagine. Ad esempio l’incontro del 13 maggio tra Pittella e la Benedetto, avvenuto «a villa Pittella» dove - secondo l’accusa - il presidente della Regione avrebbe dato indicazioni sulle persone da assumere nel concorso per 8 posti da impiegato amministrativo riservati a disabili: la ormai famosa «lista verde» del governatore lucano. Il 6 giugno 2017, nella rara occasione in cui si sente al telefono con Quinto, Pittella mostra di non ricordare nemmeno il nome della Benedetto.

PITTELLA: «Piero, ti avevo chiamato... Scusami, eh? No, solo per dirti che volevo vedere sia te che Gianni Bochicchio per dire della questione delle... gli operatori del 118. Soprattutto quelli... eeeh... o invailidi o con disabilità, perché nel trasfe... ne ho parlato ultimamente anche... con la dottoressaaaaa... come si chiama la tua direttrice amministrativa?».

QUINTO: «Eh... la Benedetto, sì, sì».

P: «La Benedetto. Ne ho parlato perché c'è un fermento da parte dei... gli operatori, sindacati, e... e... e politica».

Q: «Sì».

P: «Nel senso che, chi... quale personale si deve trasferire verso l'Asm, quale deve rimanere sull'Asp».

Q: «E sì, che c’era un elenco di persone, di... insomma...».

P: «Esatto, esatto. Allora però il problema qual'è? È... è un casino. Volevo... voglio discuterne con voi, insieme a Pafundi, perché con i sindacati che dobbiamo incontrare c’è bisogno di fare un punto, altrimenti, io me li ritrovo un'altra volta sotto alla Regione... Sto ucciso, sono morto».

Q: «Eh, lo so, ma io... perciò avevo parlato con la Benedetto... eh, eee lo so».

P: «Senti, se voi... se tu e Gianni ci siete domani ci vediamo, se...».

A giudizio dell’accusa è singolare che Pittella non ricordi il nome della Benedetto, con cui il 15 aprile si era anche scambiato un sms per gli auguri di Pasqua e con cui il 6 aprile aveva partecipato alla seduta di laurea del figlio di Quinto. Una telefonata in cui - dicono gli investigatori - Pittella sembrerebbe voler fornire un motivo per quell’incontro a casa sua con la Benedetto: capire «quale personale si deve trasferire», di cui - gli fa sponda Quinto - «c’era un elenco». A far propendere per questa tesi, scrive la Finanza, anche un’altra breve intercettazione del 5 giugno, quando Quinto viene chiamato da un suo amico imprenditore: «Dove sei a Matera sei?», chiede il direttore generale. «No - è la risposta - non ci vengo in stà merda. Mo finalmente ti devi convincere di quello che ti ha detto il presidente mio». Al che Quinto taglia corto: «Poi ne parliamo».

La paura di Quinto al telefono, del resto, emerge plasticamente. Ad esempio quando (il 1° giugno) il segretario del vescovo di Matera, Angelo Gallitelli, gli manda un sms per ringraziare della raccomandazione alla sorella: «Carissimo oso per ringraziarti e scusarmi. La preselezione mia sorella l’ha superata e il 20 giugno ha lo scritto. Ho inviato un messaggio di ringraziamento a Defilippo». «Gli devo pure tirare le orecchie - dirà tre giorni dopo il manager a una donna -, l’altro giorno mi fa il messaggio “grazie ha superato la preselezione”. Gliel’ho fatta fare con De Filippo per telefono guarda... e come li tengo io sotto controllo». E ancora, quando in una conversazione il primario Gennaro Larotonda gli dice all’improvviso «grazie ho saputo che hai fatto la delibera per le ragazze. E va bene sai si sono messe un poco più tranquille pure loro e tutto qua così» (riferimento - secondo l’accusa - all’assunzione di due specialiste in otorino), Quinto taglia corto e viene registrato mentre batte il pugno sulla scrivania.

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