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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 02:20

Il delitto di Specchia

Noemi, il fidanzato ritratta
«L'ha uccisa il meccanico»

L'assassino reo confesso ci ripensa e con una lettera del 3 gennaio consegnata alla Polizia penitenziaria accusa Fausto Nicolì, meccanico 48enne di Patù, coinvolto nella vicenda per fatti secondari.

Noemi, il fidanzato ritratta«L'ha uccisa il meccanico»

FRANCESCO OLIVA

LECCE - Una lettera per dichiarare la propria innocenza e accusare un amico di Noemi Durini dell’omicidio della fidanzata. L.M., assassino reo confesso della studentessa di Specchia, ci ripensa. Cambia le carte in tavola e in una missiva fornisce un’altra dinamica, un altro movente e, soprattutto, l’identità di un altro assassino. Ad uccidere la 16enne di Specchia sarebbe stato Fausto Nicolì, meccanico 48enne di Patù, già immischiato nella vicenda per fatti secondari. Ora, però, finisce al centro dell’indagine. L.M. ha consegnato la lettera ad un agente di polizia penitenziaria il 3 gennaio scorso nel carcere di Quartucciu dove si trova detenuto. La missiva è stata trasmessa alla Procura dei Minori di Lecce e allegata agli atti d’indagine. Nella lettera, il 18enne di Montesardo salentino racconta che quella sera (il 3 settembre, giorno della scomparsa della 16enne) si trovava con Noemi a Castrignano del Capo nel luogo in cui poi la giovane sarebbe stata uccisa.

La coppia sarebbe stata raggiunta da una Seat Ibiza. Dall’auto sarebbe sceso Fausto Nicolì. L’uomo avrebbe consegnato alla ragazza una pistola, con la quale Noemi avrebbe voluto uccidere i genitori di L.M., secondo le dichiarazioni fornite dallo stesso giovane. A quel punto gli animi si sarebbe scaldati. Sarebbe nata una discussione culminata poi nella coltellata inferta da Nicolì al capo della vittima.

Pronta la replica dell’avvocato di Nicolì, il legale Luca Puce: «Non avendo ancora una cognizione completa di quella che, a tutti gli effetti, appare come l’ennesima fantasiosa esternazione da parte di L.M., allo stato, qualsivoglia dichiarazione di intenti nell’interesse dell’assistito sarebbe prematura sebbene accuse così infamanti e impiantate sul nulla lascino basiti e, verosimilmente, non potranno non essere sottoposte, in chiave punitiva, all’autorità giudiziaria». Il contenuto della missiva ribalta le prove sinora acquisite dagli inquirenti che avevano raccolto la confessione dell’allora minorenne subito dopo il suo arresto quando L.M. raccontò di aver ucciso Noemi con un coltellata alla nuca. E di quel lungo interrogatorio, nella serata di venerdì, alcuni stralci sono stati mandati in onda dalla trasmissione televisiva «Quarto Grado».

In un passaggio, L.M. si rivolge ai pm riferendo che la sua intenzione è quella di proseguire negli studi, diplomarsi, diventare elettrotecnico e trasferirsi con i suoi genitori a Milano. Dichiarazioni che non hanno comunque condizionato i periti della Procura e del Tribunale: nel loro elaborato, depositato di recente, il giovane è stato giudicato capace di intendere e di volere e in grado di affrontare un processo.

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