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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 15:58

occupazione

Lecce, in aumento
le imprese femminili

I dati della Camera di commercio Quasi 500 in più nell'arco di tre anni. I settori più gettonati? Alloggio e ristorazione

Lecce, in aumento le imprese femminili

Quasi 500 imprese femminili in più nell’arco di tre anni: questi gli ultimi dati che emergono dall’analisi dei numeri rinvenienti dal registro delle imprese, scaturiti dal confronto tra i dati al 30 settembre scorso con quelli dello stesso periodo del 2014. L’analisi fa da sfondo alla decima edizione del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa, un’iniziativa organizzata da Unioncamere in collaborazione con il Comitato per l’imprenditorialità femminile della Camera di Commercio di Lecce. Obiettivo dell’iniziativa è quello di informare le imprenditrici e offrire strumenti formativi a chi aspira a diventarlo, dare visibilità alle dinamiche che riguardano l’occupazione femminile e creare consenso sul tema delle pari opportunità.

I dati del registro delle imprese mostrano una crescente presenza delle donne nel sistema imprenditoriale salentino: al 30 settembre 2017 sono 16.318 le imprese capitanate da una donna, tre anni prima erano 15.825, aumentate del 3,1%, crescita doppia rispetto alle imprese globali (+1,5%).

Il tasso di femminilizzazione nella provincia di Lecce, cioè la percentuale di imprese rosa sul totale imprese, è del 22,4% (in leggero aumento rispetto all’analogo periodo del 2014, +22%) leggermente superiore a quello medio nazionale (21,8%) e leggermente più basso di quello medio regionale (23,1%). Nell’ambito della regione Puglia, le province di Foggia (26,1%), Taranto (25,5%) e Brindisi (22,9%) detengono un tasso di femminilizzazione più elevato di quello della provincia salentina, mentre la provincia barese si attesta al 21,2%.

Nell’arco del triennio considerato ad aumentare di più sono state le imprese rosa delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+188) e le altre attività dei servizi per la persona (+102). Tutti i settori economici evidenziano una crescita ad eccezione del commercio (-159) e delle attività manifatturiere (-33).

Analizzando la presenze delle donne nei vari settori economici , è evidente le netta inclinazione in alcuni ambiti, primo tra tutti le altre attività di servizi che comprendono i servizi per la persona (tra cui attività di lavanderia, parrucchieri, centri estetici, ecc.) settori in cui oltre 45 imprese su 100 sono gestite da donne (1.526 su 3.373). Altro settore ad alta partecipazione di imprenditrici è quello della sanità, che comprende servizi per anziani, asili nido, laboratori analisi cliniche, centri di medicina estetica: su 100 imprese 40 sono gestite da donne, in valore assoluto sono 268 aziende su 674. Ci sono infine settori in cui la componente femminile è del tutto marginale: l’edilizia, in cui il tasso di femminilizzazione è del 5,5%, e il comparto estrattivo, nel quale sono annoverate solo 4 imprese capitanate da donne (6,6%).

Confrontando i tassi di femminilizzazione settoriali della nostra provincia con quelli nazionali, si osserva a livello locale una maggiore presenza delle donne in alcuni settori, come nell’ambito delle attività finanziarie, in cui nella provincia di Lecce si osserva un tasso di femminilizzazione del 28,1% contro un dato medio del 21,5%, analogo discorso per le attività immobiliari, ambito in cui ogni 100 imprese 23,3 sono gestite da donne contro le 20,5 a livello nazionale.

L’analisi dei dati comunali evidenzia, considerando i valori assoluti, una crescita delle imprese femminili nei centri di maggiore dimensione, primo tra tutti il comune di Lecce che, nell’arco di un triennio, registra 196 imprese rosa in più, seguito da Gallipoli (+40), Otranto (+39) e Nardò (+35).

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