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Domenica 17 Dicembre 2017 | 18:38

I teenager compariranno davanti al giudice

Accerchiato e picchiato
tre bulli nei guai a Lequile

Accerchiato e picchiato tre bulli nei guai a Lequile

di Francesco Oliva

LEQUILE - Offeso, deriso, sbeffeggiato e picchiato per aver osato rispondere a un gruppo di bulli alla fermata del bus. L’ennesimo episodio di violenza tra minori finisce al vaglio di un giudice. Tre teenager, di neppure 16 anni, tutti di Lequile, dovranno comparire davanti al gup Aristodemo Ingusci il 18 gennaio prossimo per l’udienza di convalida.

Gli imputati rispondono, a vario titolo, di lesioni personali aggravate, danneggiamento e minacce. L’aggressione risale all’11 febbraio scorso ma per spiegare l’accaduto bisogna compiere un salto di 24 ore indietro. Il giovane, vittima del pestaggio, frequenta un istituto superiore. Ha appena 20 anni e, come ogni giorno, sale sul pullman per Lecce. Quel giorno, però, mentre si accinge a salire a bordo, ha un acceso battibecco con un gruppetto di minorenni per chi deve entrare prima. Viene spinto e risponde. Il viaggio di andata si trasforma in un’odissea. Il 20enne viene preso di mira dai bulli. Una volta scesi, ognuno procede per la propria strada.

È solo l’antefatto a quel che succederà il giorno dopo. Il 20enne sale sul pullman e viene preso nuovamente di mira dai bulli. Offese, ingiurie, cori, insulti. Ma il peggio arriverà una volta scesi a Lequile. Il 20enne viene accerchiato dai tre bulli e da altri ragazzi che si trovavano a bordo del pullman. Si scatena una rissa. Volano calci, pugni. Il 20enne cade per terra, colpito allo sterno. I vandali rompono gli occhiali che conservava nel giubbotto. La vittima, però riesce a salvarsi dal linciaggio barricandosi nell’auto di un genitore che attendeva nel piazzale di poter prendere il figlio che rientrava da scuola. Poi raggiunge il pronto soccorso dell’ospedale di Lecce.

I carabinieri della stazione di San Pietro in Lama insieme ai colleghi della Compagnia di Lecce, coordinati dal pm Anna Carbonara, avviano le indagini e risalgono agli aggressori. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Oronzo Mario Ingrosso, Antonio Favale ed Emanuele Solazzo. La persona offesa, invece, è rappresentata dall’avvocato Vincenzo Perrone.

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