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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 18:24

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Infiltrazioni mafiose? Si scava
tra le carte. Consigliere lascia

Infiltrazioni mafiose? Si scava tra le carte. Consigliere lascia

di Gianfranco Lattante

SURBO - La commissione d’accesso nominata dal prefetto Claudio Palomba è già al lavoro. Ieri mattina i componenti si sono presentati negli uffici comunali. Nei prossimi giorni dovranno vagliare gli atti del Comune di Surbo per verificare eventuali condizionamenti da parte della criminalità organizzata. Sulla base delle conclusioni della commissione (composta da una triade di funzionari della Prefettura ed un architetto e affiancata da un nucleo di ufficiali di polizia giudiziaria) il prefetto deciderà se proporre o meno al Ministro dell’Interno lo scioglimento del consiglio comunale.

La commissione di accesso è stata istituita sulla scorta dell’attività investigativa condotta da i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Lecce. Una parte delle indagini si è materializzata in un avviso della Procura nel quale compaiono nove indagati fra cui l’assessore ai Lavori Pubblici Franco Vincenti, l’imprenditore Oronzo Trio e il boss di Squinzano Antonio Pellegrino. Gli intensi rapporti fra Trio e Pellegrino - secondo i magistrati - collocano alcuni episodi in uno scenario in odor di mafia. All’amministratore, in particolare, si contesta di aver ricevuto un finanziamento durante la campagna elettorale del 2013 da Trio. E fra le accuse vi è anche quella di presunti affidamenti di favore assegnati alle aziende di Trio: lavori che, però, sarebbero stati realizzati in difformità al capitolato oppure non sarebbero stati eseguiti.

Dell’avviso di conclusione si fa riferimento nel provvedimento con cui il prefetto ha istituito la commissione di accesso.

L’indagine dei carabinieri va avanti. È stato aperto un nuovo fascicolo che riguarda altri lavori e terreni Pip. Di recente sono stati acquisiti documenti in municipio.

Ma nelle carte dell’inchiesta compare anche un’informativa dei carabinieri nella quale compaiono venti nominativi, fra cui tre amministratori. E fra le ipotesi investigative i militari hanno inserito anche l’associazione mafiosa. Reato che, dalle carte finora sdoganate, non risulta essere stato contestato dalla Procura.

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