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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 10:32

Tari

Tassa rifiuti maggiorata, anche
Lecce è incappata nell'errore

Il comune salentino incorso nell'errore dopo il caso sollevato da un parlamentare M5S che ha avuto ragione (per Polignano e ora si è scoperto in molti comuni italiani) dal Ministero delle Finanze

Tassa rifiuti sbagliata, ancheLecce ha sbagliato i conti

EMANUELA TOMMASI

Anche i leccesi hanno pagato una Tari più alta. Anche il Comune di Lecce, come moltissimi Comuni italiani, da Milano a Siracusa, è incappato nell’«errore» di calcolare più volte la quota variabile della tariffa sulle pertinenze degli immobili. Una «svista», si diceva, assolutamente trasversale, indipendente dal colore delle amministrazioni comunali, le quali hanno recepito con propri regolamenti l’applicazione del tributo sui rifiuti introdotto nel 2014.

Anche il Comune di Lecce, dunque, da quella data, ha riapplicato, dopo averla già applicata sull’immobile, su garage, soffitte e cantine la quota variabile che caratterizza il tributo. Questo, però, è avvenuto là dove la pertinenza risulta staccata dall’immobile, individuata con diversi dati catastali oppure con sub 1 e sub 2. Se, invece, box o altre pertinenze che siano hanno gli stessi dati catastali - per dirla in parole povere, sono sulla stessa piantina - il calcolo è stato fatto una sola volta.
Sono già tanti i contribuenti che hanno cominciato a rovistare nei cassetti per verificare i bollettini di pagamento degli ultimi cinque anni - infatti, si può chiedere il rimborso retroattivo - dopo che l’inghippo è stato scoperto dal parlamentare pugliese Giuseppe L’Abbate, del Movimento Cinque Stelle. È prevista la presentazione di migliaia di ricorsi per chiedere la restituzione del pagamento non dovuto. Il Dipartimento finanze del ministero dell’Economia emanerà «in tempi molto brevi un documento di chiarimento sulle modalità di corretta applicazione della Tari».

Il rimborso, infatti, non è automatico. Dev’essere chiesto dai contribuenti direttamente oppure attraverso le associazioni dei consumatori. Per questo, è a disposizione il Codacons di Lecce - del quale è responsabile Cristian Marchello - e in particolare il responsabile dello Sportello tributario, Giorgio Frigoli.

Intanto, giungono le prime reazioni politiche. Rita Quarta, del Coordinamento cittadino Articolo Uno Mdp, chiede al Comune di restituire «rapidamente le somme illegittimamente riscosse, nel caso fosse incorso nell’errore di calcolo della Tari, così come appare dalle lettura di alcune cartelle di pagamento». «Le bolletta maggiorate hanno procurato un evidente danno alle famiglie - sottolinea Rita Quarta - già duramente colpite dalla grave crisi economica. Chiediamo pertanto all’amministrazione comunale di Lecce che si proceda con ogni sollecitudine per verificare se anche nella nostra città si sia incorsi nello stesso errore di calcolo. E, in questo caso - ribadisce - a procedere con ogni urgenza ad attivare le misure di rimborso delle somme ingiustamente riscosse. Il coordinamento cittadino Articolo 1-Mdp è impegnato a promuovere le iniziative necessarie per ripristinare la corretta applicazione della Tari - conclude - e tutelare, così, i cittadini-contribuenti».
Sicuramente il dibattito sulla la questione è destinato ad allargarsi, nelle prossime ore.

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