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Domenica 17 Dicembre 2017 | 07:22

cultura

Ex vicesindaco di Lecce
«L'Apollo può ospitare la lirica»

Messuti: «Un confronto con l'assessore Agnoli e i tecnici per stabilire chi ha ragione» in campo l'ex vicesindaco

interno teatro Apollo a Lecce

LECCE - «Il teatro Apollo ha tutte le caratteristiche per ospitare la lirica. In ogni caso, si può organizzare un contraddittorio tecnico per fare emergere la realtà, così che ciascuno possa assumersene le responsabilità». L’ex vicesindaco ed assessore ai Lavori pubblici del Comune, Gaetano Messuti, non nasconde il suo disappunto per le affermazioni dell’assessore alla Cultura, Antonella Agnoli, secondo cui spazi insufficienti non consentirebbero l’allestimento di eventi lirici, anche per il ridotto numero di camerini.

«Se fossi un collega dell’assessore Agnoli mi risentirei alquanto - dice Messuti - perché questo è un gioiello che lei ha “macchiato”. Nello specifico ha parlato dei camerini. E’ vero sono pochi, in tutto 27. Non è stata una scelta progettuale ma una decisione obbligata per effetto dei ritrovamenti archeologici, di un tratto delle antiche mura che hanno imposto un arretramento. Ma si tratta di un problema superabile, sia attraverso l’utilizzo della sala conferenze (che verrebbe adibita come spazio-camerini in occasione di manifestazioni liriche con molti artisti) oppure con l’allestimento di ulteriori camerini mobili. Non sono questi, quindi, gli elementi che determinano la non utilizzabilità per la lirica. Inoltre - aggiunge Messuti - la torre scenica è tutt’altro che inadeguata, così come l’acustica. Ho seguito puntualmente il restauro e mi sono preso la briga di chiamare i progettisti. Ricordo che tra chi è intervenuto per il recupero della torre scenica compaiono anche l’ingegner Franco Malgrande (uno dei coordinatori nei resaturi del teatro alla Scala di Milano) ed il professor Daniele Paolin, dell’Accademia di Brera. La torre scenica dell’Apollo viene unanimemente riconosciuta come una delle migliori in Italia. Ora - continua Messuti - ho chiesto al presidente della Commissione controllo atti, Alberto Russi, che venga convocata l’assessore Agnoli unitamente a consulenti e progettisti per stabilire un contraddittorio. Se qualcuno ha sbagliato se ne assumerà le responsabilità. Viceversa, occorrerà spiegare alla città perché il teatro non può essere adibito alla lirica».

A margine della polemica, l’ex proprietario dell’Apollo interviene per chiarire che nel 1911 il Comune concesse il terreno dove sorge il teatro all’imprenditore Vincenzo Cappello «a titolo enfiteutico», dunque non in comodato, e «si stabilì il prezzo di cessione della zona per costruire un edificio destinato a pubblici spettacoli, il canone da pagare annualmente ed altre condizioni». Dunque, «una concessione che all’epoca ebbe il suo costo».

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