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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 09:24

trasporto urbano

Lecce, bruciati
23 milioni per il filobus»

Il sindaco: «Vogliamo togliere pali e fili al minor costo possibile per il Comune»

Lecce, bruciati 23 milioni per il filobus»

«Per il filobus sono stati bruciati 23 milioni di euro di risorse pubbliche». Il sindaco Carlo Salvemini ribadisce le ragioni per le quali il 5 ottobre prossimo andrà a Roma, dal ministro per le Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio, per valutare i termini per lo smantellamento di pali e fili.

«L’avevamo annunciato nei mesi scorsi - dice il primo cittadino - l’abbiamo anticipato durante gli Stati generali della mobilità sostenibile: andremo al ministero dei Trasporti, a Roma, per discutere della rimozione del filobus».

Con quali argomenti l’amministrazione leccese si presenterà al Governo? «Ribadiremo le ragioni d’interesse pubblico che motivano questa richiesta - spiega Salvemini - È stato progettato (il filobus, ndr) su previsioni di traffico passeggeri totalmente false, poichè trasporta 650 passeggeri al giorno contro i 15mila previsti. Inoltre, non ha nessun collegamento con la rete ferroviaria; non serve i comuni limitrofi; comporta ogni anno oneri aggiuntivi rispetto al servizio bus pari a circa un milione di euro». «Un fallimento con il quale ci confrontiamo quotidianamente» aveva detto nei giorni scorsi, durante la Settimana europea della mobilità.

Ecco perchè, sostiene il sindaco, «su questi presupposti sono stati bruciati 23 milioni di euro di risorse pubbliche, di cui gran parte ministeriali». i questi, sette sono stati a carico del Comune.

Salvemini non può fare a meno di ricordare che, oltretutto, «pende l’ipotesi corruttiva, come da processo in corso, secondo la quale l’opera è stata pensata e voluta per dare vantaggio ad alcuni e non alla cittadinanza».

«Di tutto questo parleremo con il Ministro Delrio il 5 ottobre - rimarca - Vogliamo togliere pali e fili al minor costo possibile per il Comune».

La rimozione del filobus rientra nel progetto di un nuovo assetto della mobilità urbana previsto dall’amministrazione comunale, partendo proprio dalla riorganizzazione del trasporto pubblico. Di questo ha parlato alla Gazzetta, nei giorni scorsi, in un’intervista, Ernesto Mola, esponente di «Idea per Lecce» e presidente della Commissione Trasporti a Palazzo Carafa, il quale è convinto della possibilità di sovvertire i termini di una mobilità ancora oggi fortemente sbilanciata in favore delle auto. Un dominio delle quattro ruote che si stenta a ridimensionare e che rivela una contraddizione di fondo proprio nella gestione combinata fra i sistemi di una sosta remunerativa e di un trasporto insufficiente, segnato da un quadro finanziario deficitario.

«Avvieremo la scommessa investendo di più sul servizio pubblico» ha assicurato Mola. [e.t.]

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