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Giovedì 23 Novembre 2017 | 12:03

uccisa la studentessa di Specchia

Il fidanzato di Noemi confessa
Trovato il corpo a Castrignano

Sedicenne scomparsa sull'auto del fidanzato nessuna traccia di sangue

Il corpo di Noemi Durini, 16 anni, ritrovato a Castrignano del Capo (foto Toma)

LECCE - Noemi Durini era scomparsa da casa il 3 settembre scorso: l’ultima sua immagine è stata catturata da una telecamera di sorveglianza e risale alle 5 del mattino di quel giorno. Si vede una Fiat 500 bianca sulla quale sale e alla cui guida si trova il fidanzato 17enne che oggi, a 11 giorni dalla scomparsa della ragazzina, ha confessato l’omicidio. Nell’immagine si vede l’utilitaria arrivare e fermarsi in via San Nicola, a Specchia, a poche centinaia di metri da casa della giovane. A bordo ci sono i due fidanzati, con il 17enne al volante della vettura intestata alla madre.

Agli inquirenti, per giorni, il 17enne, di Alessano, ha raccontato di aver accompagnato la sedicenne nei pressi del campo sportivo di Alessano e di averla lasciata lì. Ma la versione del ragazzo, sin dal primo momento, non ha convinto gli investigatori che hanno concentrato l’attenzione sul 17enne, un ragazzo dalla personalità violenta. E c'è un breve filmato che descrive bene il suo carattere: il 17enne è stato ripreso mentre rompe a colpi di sedia i vetri di una vecchia Nissan Micra parcheggiata per strada ad Alessano. L’auto sarebbe di una persona con la quale il giovane avrebbe avuto un acceso litigio e risalirebbe alla scorsa settimana, pochi giorni dopo la scomparsa di Noemi e poco tempo dopo un alterco avuto con il padre della sedicenne che si era recato ad Alessano per avere informazioni sulla figlia.

I famigliari di Noemi avevano un rapporto conflittuale con il 17enne: non volevano che la sedicenne avesse una relazione con lui. Qualche tempo fa la mamma di Noemi Durini aveva segnalato alla magistratura minorile il ragazzo a causa del suo comportamento violento. Per questo motivo erano sorti accesi contrasti tra le due famiglie. A far temere il peggio è stato il fatto che Noemi aveva lasciato a casa il cellulare, i documenti e i soldi. Numerosi gli appelli dei famigliari, soprattutto della nonna e della sorella di Noemi, Benedetta, che il 28 settembre deve laurearsi e che proprio ieri aveva detto ai giornalisti di essere ottimista: 'alla mia laurea - aveva detto - ci sarà anche leì. Invece oggi la confessione del ragazzo.

RITROVATO A CASTRIGNANO IL CORPO DI NOEMI -Il cadavere della sedicenne è stato trovato sotto dei massi, adagiato per terra, in una campagna, a Castrignano del Capo, a 30 chilometri da Specchia, il paese dove viveva la ragazza. A condurre gli investigatori sul posto è stato lo stesso ragazzo che è indagato per omicidio volontario assieme al papà 41enne. Sul luogo del ritrovamento del cadavere ci sono i magistrati della procura ordinaria e di quella dei minorenni che si stanno occupando del caso. I genitori della 16enne hanno appreso della confessione del 17enne mentre erano in prefettura a Lecce dove doveva cominciare una conferenza stampa alla quale dovevano partecipare. La mamma di Noemi è stata colta da malore ed è stato richiesto l’intervento di un’ambulanza.

La ragazzina, come confermano i primi esami medico legali, è stata uccisa con una pietra il giorno della sua scomparsa.

Per le ricerche di Noemi erano stati utilizzati anche i cani molecolari. Gli investigatori hanno cercato nei casolari abbandonati, negli inghiottitoi, nei pozzi e nelle grotte tra la cittadina in cui viveva la ragazzina, Specchia, il paesino in cui risiede il suo fidanzato 17enne, Alessano, fino al Capo di Leuca. I vigili del fuoco del Saf ieri si sono calati con un’autoscala nelle 'Vore di Barbaranò, una voragine profonda circa 40 metri. Ma della ragazzina nessuna traccia. Da qui la decisione, di accelerare gli accertamenti iscrivendo, stamani, i nomi del 17enne e del padre di quest’ultimo indagato per sequestro di persona e occultamento di cadavere (l'ìnformazione di garanzia è stata notificata nel corso di una perquisizione nella sua abitazione).

RAGAZZO IN CASERMA, AL LAVORO I RIS -  Il diciassette reo confesso dell’omicidio di Noemi Durini è in una caserma dei carabinieri dopo aver fatto trovare oggi, nelle campagne di Castrignano del Capo, il cadavere della fidanzata 16enne scomparsa il 3 settembre. Nei suoi confronti sarà emesso un provvedimento cautelare. 
Sul luogo in cui è stato trovato il corpo sono al lavoro i carabinieri del Ris per i rilievi di rito e i magistrati. La strada che porta al luogo di ritrovamento del cadavere è delimitata da un nastro rosso e nessuno può avvicinarsi. Anche i giornalisti sono tenuti a distanza. 

MAMMA NOEMI AVEVA DENUNCIATO FIDANZATO - Qualche settimana fa il fidanzato 17enne e presunto assassino di Noemi Durini era stato denunciato alla Procura per i minorenni dalla mamma di Noemi Durini, Imma Rizzo, a causa del suo carattere violento. La donna, che temeva per la sorte della figlia che da un anno frequentava il giovane, chiedeva ai magistrati di intervenire per far cessare il comportamento violento del ragazzo e per allontanarlo dalla figlia. Ne erano nati due procedimenti: uno penale per violenza privata, l’altro, civile, per verificare il contesto familiare in cui vive il giovane e se fossero in atto azioni o provvedimenti per porre fine alla sua indole violenta. Procedimenti - a quanto è dato sapere - che non hanno portato ad alcun provvedimento cautelare, come il divieto di avvicinarsi alla sedicenne, ma che sono stati attualizzati dalla Procura per i minorenni solo dopo la denuncia di scomparsa di Noemi. 
L’unica conseguenza che ha prodotto la denuncia della mamma della 16enne è stato un inasprimento dei rapporti tra le famiglie dei due fidanzati.

CUGINO DELLA VITTIMA: FIDANZATO LA PICCHIAVA -  Il fidanzato e presunto assassino di Noemi «era possessivo e geloso, non voleva che mia cugina vedesse altre persone, la picchiava». Lo dice Davide, cugino di Noemi, la sedicenne scomparsa il 3 settembre da Specchia il cui cadavere è stato trovato oggi nelle campagne di Castrignano del Capo dopo la confessione del 17enne. "Noemi, assieme ai genitori, era andata anche in caserma per denunciare le aggressioni subite dal diciassettenne, e aveva ancora i segni della violenza sul volto - racconta il giovane -, ma non è stato fatto nulla».

LA CASA DEI PARENTI PRESIDIATA DAI CC - L’abitazione a Specchia in cui viveva Noemi Durini, la ragazza di 16 anni scomparsa il 3 settembre scorso il cui cadavere è stato trovato oggi dopo che il fidanzato 17 enne ha confessato di averla uccisa, è presidiata a distanza dai carabinieri e da alcuni amici della famiglia. Nessuno dei parenti della ragazza ha voglia di parlare ed è stato chiesto alle forze dell’ordine di evitare riprese per tutelare la privacy. 
Dal portone di casa di Noemi entrano ed escono parenti e amici della ragazza in un clima di grande tristezza che traspare dai volti della gente. La strada - via Madonna del Passo - è stata parzialmente transennata proprio per rispettare il dolore dei famigliari della ragazza.

SINDACO: SGOMENTO PER TRAGEDIA - «Sono sgomento. È una tragedia difficile da metabolizzare": lo ha detto il sindaco di Specchia, Rocco Pagliara, commentando il ritrovamento del cadavere della sedicenne Noemi Durini, il cui omicidio è stato confessato dal fidanzato 17enne. Il primo cittadino poco fa è entrato nell’abitazione in cui la sedicenne uccisa viveva con la sorella Benedetta e la madre, che è separata dal padre, per portare il cordoglio di tutta la comunità locale, ma non ha potuto parlare con la madre della ragazza perché la donna stava riposando, prostrata dal dolore. Il sindaco ha intanto proclamato da subito il lutto cittadino, che ovviamente si protrarrà sino al giorno dei funerali di Noemi.

«Ci abbiamo creduto sino alla fine - ha detto ancora il sindaco - abbiamo lavorato dal primo momento sperando nella buona notizia, abbiamo chiesto ai media di tenere i riflettori accesi sulla vicenda. Poi stamani il prefetto ci ha dato la terribile notizia». 
Il sindaco ha riferito che domani alle 17 incontrerà il parroco di Specchia per concordare iniziative di sostegno alla famiglia di Noemi, mentre il Comune sta pensando di accollarsi le spese del funerale della sedicenne.

IL NONNO: POTEVA ESSERE SALVATA - «L'ho vista per l’ultima volta il sabato precedente alla scomparsa - dice singhiozzando il nonno, Vito - era tranquilla». L'uomo piange quasi costantemente, cerca di darsi forza appoggiandosi al muro di un’abitazione, a pochi metri da quella della sua nipote, e fuma nervosamente un piccolo sigaro. A chi gli mette una mano sulla spalla per consolarlo, lui risponde: "La forza prima o poi se ne va». Scuote la testa quando gli si dice che la mamma di Noemi aveva denunciato per due volte per violenze il fidanzato di sua nipote. «L'ho visto solo una volta" ricorda, forse pensando se avrebbe mai potuto fermarlo. Un ragazzo che sarebbe stato 'traditò - contrariamente a quanto si era saputo inizialmente - anche da alcune tracce ematiche trovate nell’auto da lui guidata e lasciate probabilmente dopo il delitto, nonostante una presunta opera di 'pulizià delle stesse tracce.

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