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Domenica 24 Settembre 2017 | 01:36

Gli arresti di Sogliano

Pestato assessore complice
le intercettazioni del boss

Il coinvolgimento dell'amministratore Magnolo accusato di concorso esterno in associazione mafiosa

Pestato assessore complicele intercettazioni del boss

STEFANO LOPETRONE

SOGLIANO CAVOUR (LECCE) - Un tessuto sociale e amministrativo ammalato, sporcato dagli appetiti della criminalità organizzata. L’intreccio cucito dal clan di Antonio Vincenzo Cianci si era esteso infatti anche in municipio con l’obiettivo di trovare un lavoro alla madre, costretta ai domiciliari. Di un lungo e doloroso «adescamento» è stato protagonista l’ex assessore alle Politiche sociali del Comune, Luciano Magnolo.

L’AUTO - Cianci, parlando con Massimo Candido, racconta di aver punito con due ceffoni Giuseppe Antonaci reo di aver danneggiato l’auto di un intoccabile, vicino a «quelli di Noha». Il legame tra Magnolo e i Coluccia sarebbe fortificato dalla consegna al clan di ingenti somme di denaro da parte dell’assessore. Nello stralcio di intercettazione, Antonaci chiede spiegazioni a Cianci.
Antonaci: Ma io dico nel senso che questo è intoccabile per cosa?
Cianci: E però quello è intoccabile perché gli manda dieci mila euro al mese a Michele...
A: E dove sta scritto? Io non lo sapevo... Tu lo sapevi benissimo perché è una vita che ti stavo dicendo che io gli volevo fare la festa a questo... Io non lo sapevo che questo... se no non gli rompevo i coglioni...
C: Però io ti ho sempre detto: “Adesso no, desso no” .omissis. sono passato da coglione pure io, te ne se reso conto no? Allora... se era venuto chiunque altro... pero è come se questo rimprovero fosse arrivato direttamente da Michelino...
«Michelino» è con tutta probabilità Michele Coluccia, detenuto per reati di mafia. Il clan Coluccia pretende la punizione di Antonaci per lo smacco compiuto al «protetto» Magnolo. In una conversazione Antonaci racconta ad Emiliano Pedone di aver ricevuto gli schiaffi da Cianci: Invece di darmeli lui, ha detto all’Antonio, glieli devi dare te... va bene... Me li son tenuti bravo bravo. Me li sono tenuti perché so come funzionano le cose. L’importante è che lui non mi ha denunciato ed è rimasto zitto zitto.

LE PERCOSSE - L’assessore non mantiene la promessa di trovare lavoro alla mamma di Cianci e questi lo picchia nella pubblica via (fatto negato da Magnolo davanti ai carabinieri; come pure è stato negato il danneggiamento all’auto). Ecco il racconto dell’episodio nella conversazione tra Cianci e Pedone: Ho appena picchiato Luciano Magnolo, dietro la casa di mia nonna, l’ho spaccato tutto e poi gli ho detto adesso vai a prendermi il sindaco perché devo picchiare anche lui, e venite con quelli di Noha perché vi devo scannare tutti.

L’INCONTRO - Il 18 luglio 2014 Cianci e Pasquale Gugliersi incontrano l’assessore nella stazione di servizio di Corigliano da lui gestita. La finalità dell’incontro, alla presenza del referente del clan Coluccia, è far sì che l’assessore si attivi per procurare il lavoro alla mamma di Cianci. L’incontro avviene all’interno del bar. Tutto è documentato dalle foto scattate dai carabinieri.
Magnolo: L’amico tuo dei vetri cosa ha detto?
Cianci: Di quali vetri?
M: Quelli che mi hanno rotto.
C: Ma tu dovevi dargli dei soldi? Fammi capire. Com’è che lui dice che ha lavorato e non è stato pagato?
M: Con me non ha lavorato mai Antonio
C: In una villa ha detto che li avete mandati, sia lui che l’Emiliano.
M: Ma non per me, io li ho mandati ad una ditta per farli lavorare, ma se la ditta poi non li ha pagati.
C: Loro dicono che non sono stati pagati. Però parlaci tu e digli: non è colpa mia se non ti sta pagando.
M: Scusa ma tu dopo tre anni vieni e mi rompi i vetri della macchina? Ma per quale motivo?
C: Aspetta, guarda che si è preso due schiaffoni, e se fosse capitato tra le mie mani si sarebbe preso anche dell'altro, perché io non ne ero al corrente.
M: Però Antonio, se tu hai la possibilità di indirizzare qualcuno per farlo andare a lavorare da qualche parte e poi non lo pagano, ma perché non sei venuto a dirle
L’episodio è ritenuto chiuso e Magnolo non vuole neanche il risarcimento del danno, ma vorrebbe parlare con Antonaci: Da me non è mai venuto.
C: Non si è permesso perché gli abbiamo detto di stare fermo…
Gugliersi: Glielo abbiamo detto noi che non doveva per nessun motivo avvicinarsi a te…
Lasciata l’area di servizio, Cianci e Gugliersi si danno da fare per avviare le pratiche per richiedere al giudice l’autorizzazione a far lavorare la mamma di Cianci (poi negata dal giudice). Ecco uno stralcio della conversazione tra Cianci e Massimo Candido.
Candido: Che voleva Luciano?
Cianci: Che gli porto tutte le carte della mamma, che poi si sente con la Simona, così preparano le carte e poi martedì o mercoledì è pronto tutto così la prossima settimana riesco a fare uscire la mamma. Mi ha detto: “Antonio per adesso cinquecento o seicento euro al mese gli diamo”... meglio di niente...
Can: Meglio di niente, ma poi qualitativamente gli dai la libertà...
C: e poi gli ho detto io: “e dovevamo arrivare alle brutte per poter fare questa cosa?”.

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