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Giovedì 21 Settembre 2017 | 03:40

Lo sciopero dei prof

Lecce, il rettore Unisalento
«Adesione più alta del previsto»

Lecce, il rettore Unisalento«Adesione più alta del previsto»

STEFANO LOPETRONE
LECCE - Un centinaio di docenti su una platea di 602. I professori dell’Università del Salento, esattamente come accade a livello nazionale, hanno firmato l’appello del Movimento per la dignità della docenza universitaria nella misura del 15 per cento circa: ai 92 sottoscrittori della prima ora si sono aggiunti alcuni docenti con sottoscrizioni tardive. Ciò però non significa che l’adesione allo sciopero contro il blocco degli scatti stipendiali sia così bassa. Il rettore Vincenzo Zara lo sa: «Al momento dell’appello anche chi non ha firmato il manifesto potrebbe decidere di astenersi». La sensazione è che l’adesione sarà molto alta.

Tra il 28 agosto ed il 31 ottobre (il periodo della sessione autunnale d’esame) sono previsti due esami: il primo salterà. Se in programma dovesse esserci un solo esame autunnale, il docente che ha scioperato dovrà prevedere un appello straordinario dopo il 14esimo giorno dalla data dello sciopero. Appello garantito anche a quegli studenti a cui manca un esame prima della sessione di laurea autunnale. Rasanna Carrieri (associazione studentesca Link Lecce) assicura che tutti i firmatari hanno già programmato un nuovo appello. «La decisione di scioperare non è improvvisa», dice Zara. «Forse gli studenti patiranno qualche piccolo disagio, ma il loro percorso verso la laurea non sarà precluso». Il rettore rilancia: «La legittima protesta per il blocco degli scatti riguarda solo una parte della comunità accademica. I docenti manifestino con i rettori per ottenere più investimenti in assunzioni e stabilizzazioni per evitare l’invecchiamento degli atenei».

Stefano Cristante, associato di sociologia, spera che «lo sciopero vada bene. È un’iniziativa di buon senso: abbiamo solo bloccato un appello per ogni docente. La decisione è maturata non per egoismo corporativo, ma perché un paese che maltratta i docenti universitari non va nella direzione giusta». Giorgio Zavarise, ordinario di ingegneria, è tra i promotori dell’iniziativa: «Non è un problema di quattro lire in più o in meno. Il guaio è che l’Italia non investe in ricerca e università. Nel mio Dipartimento non ci sono i soldi nemmeno per le fotocopie. La percentuale di adesione sarà altissima: per aderire basta non presentarsi all’appello».

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