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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:20

beni da conservare

Nardò e Porto Cesareo
«Recuperiamo
le nostre torri costiere»

«Occorre che la Regione individui forme di finanziamento specifiche»

torre di nardò

«Torre Cesarea diventi fruibile a tutti». Porto Cesareo - ed è raro che accada tra i due campanili - coglie come un assist la proposta del collega politico Mino Natalizio, da Nardò. Quest’ultimo solo qualche giorno fa ha chiesto alla Regione misure di finanziamento specifiche per i gioielli del litorale. Il coordinatore del parco di Portoselvaggio, infatti, in un intervento pubblico, aveva spiegato che «questi beni architettonici, che sono quasi tutti di proprietà pubblica - continua - meritano senz’altro di essere recuperati per diventare importanti contenitori culturali del territorio, sia per la loro bellezza e importanza storica sia perché allocati in luoghi da cui si può godere del panorama mozzafiato rappresentato delle emergenze naturalistiche e paesaggistiche della Puglia. Per raggiungere celermente questo scopo e per recuperare quante più torri costiere possibile, è però necessario che la Regione individui misure di finanziamento specifiche, separando il generico e pur importante sostegno al recupero dei beni culturali da quello specifico per le torri costiere. Non possiamo perdere il treno della programmazione comunitaria 2014-2020 per raggiungere questa finalità, altrimenti non solo corriamo il rischio di non rendere fruibile questo patrimonio architettonico secolare, ma tra qualche anno saremmo costretti a porci il problema della loro costosissima messa in sicurezza».

Di fatto un appello a Loredana Capone che Eugenio Sambati, già candidato sindaco della lista Albachiara ed ex presidente del Consiglio comunale di Porto Cesareo, accoglie: «Concordo con quanto affermato dall’ex assessore Natalizio circa la creazione di un’autonoma e distinta linea di finanziamento per il recupero delle torri costiere, nell’ambito dei finanziamenti comunitari 2014-2020. È per questo che è fondamentale attivare ogni iniziativa, ivi inclusa una raccolta firme, per sensibilizzare l’amministrazione comunale al massimo impegno da profondere nella consegna alla collettività di Torre Cesarea. Tali risorse permetterebbero non solo il restauro della Torre saracena ma anche consentirebbero di farne un contenitore culturale capace di atterrare turismo e di qualificare il territorio di Porto Cesareo». Secondo Sambati, infatti, Torre Cesarea, insieme a Torre Chianca e Torre Lapillo, già oggetto di riqualificazione, creerebbero un magnifico e ineguagliabile “fil rouge” storico-culturale dell’identità del territorio. «Siamo certi - conclude - che la Regione Puglia saprà cogliere le istanze del territorio, creando una linea autonoma di finanziamento per le torri costiere, agevolando così il loro recupero». [b.v.]

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