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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 10:01

stagione a rischio

Siccità, nel Leccese
oliveti ridotti allo stremo

Siccità, nel Leccese oliveti ridotti allo stremo

LECCE - Non bastava la xylella fastidiosa. Adesso anche le temperature torride minacciano la stagione olearia del Salento che si preannuncia disastrosa. Gli operatori stimano un calo della produzione nel Leccese superiore al 50 per cento.

Il nemico numero due, subito dopo il famigerato batterio da quarantena, è la siccità. Temperature record e mancanza di acqua stanno provocando l’avvizzimento e la caduta prematura delle olive (drupe). E con la «cascola» vegetale una parte del reddito va in fumo. «Purtroppo l’ultimo approvvigionamento idrico efficace è stata la nevicata di gennaio - spiega l’agronomo Rodolfo Rossi, coordinatore dell’associazione di produttori Coopolio Salento - e sebbene quella dell’ulivo sia un coltura che resiste bene ai climi aridi, temperature superiori a 40 gradi per un tempo così prolungato stanno creando evidenti sofferenze alle piante».

Gli imprenditori vedono la prossima campagna olearia a tinte fosche. «Gli alberi stanno subendo uno stress incredibile e parte del prodotto è ormai compromessa», conferma l’imprenditore Giuseppe Coppola, dell’omonima cantina. Che non nasconde la preoccupazione per la sorte dei suoi 15 ettari di ulivi di cultivar tradizionali nelle campagne tra Gallipoli e Alezio. «Tutte le piante secolari sono ormai irrimediabilmente compromesse - dice - nonostante ogni tentativo di salvarle, mentre le piante giovani non toccate da xylella adesso stanno soffrendo per la siccità. Ormai per sostenere le spese del comparto agricolo devo drenare risorse dal ramo turistico della mia impresa. Mi chiedo però come possa fare reddito chi invece punta solo sul settore rurale».

E sono tempi davvero bui per il comparto olivicolo nella provincia di Lecce, sino al 2013 il vero cuore e «salvadanaio» del mondo rurale salentino. «La buona fioritura aveva acceso le speranze sulla prossima campagna olearia - dice il direttore di Coldiretti Lecce, Giuseppe Brillante - purtroppo però questo terribile mix tra temperature torride e siccità sta dimezzando la produzione. È il caso di dire che cade sul bagnato visto il disastro che sta creando la fitopatia causata da xylella». «A questo punto è necessario - conclude Brillante - che ci si interroghi in maniera seria sulla necessità di strumenti di sostegno ad hoc della filiera olivicola salentina».

L’unico vantaggio in questo quadro drammatico sembra essere la quasi totale assenza di attacchi di mosca dell’ulivo sulle piante. Il caldo sembra aver scoraggiato anche questi parassiti che hanno in passato funestato gli oliveto. Ma è un’assenza che rincuora ben poco rispetto alla prospettiva di perdite reddituale che si annunciano a tre zeri.

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