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Martedì 17 Ottobre 2017 | 06:11

La proclamazione

Lecce, al sindaco Salvemini
va la maggioranza dei seggi

Il centrodestra supera il 50% dei voti di lista ma si vede ridurre i posti in consiglio. Pronti i ricorsi al Tar

Lecce, al sindaco Salveminiva la  maggioranza dei seggi

LECCE - «È evidente che “voti validi” non possono non essere ritenuti anche quelli espressi (nel complesso meccanismo elettorale e, potenzialmente, nel doppio turno) per i candidati alla carica di sindaco». Un concetto, inserito nel verbale dell’Ufficio elettorale centrale di Lecce, che ha attribuito il «premio di maggioranza» di 20 seggi al nuovo sindaco Carlo Salvemini. Nonostante le liste di centrodestra, che sostenevano il suo avversario, Mauro Giliberti, avessero superato la soglia del 50 per cento dei voti validi già al primo turno. Una interpretazione della legge, quella dell’Ufficio elettorale, presieduto dal giudice Alcide Maritati, che «trova il suo avallo nelle ragioni che hanno ispirato numerose decisioni assunte dal Consiglio di Stato nell’ultimo decennio». Fino alla sentenza dello scorso maggio. Tutte ispirate al «principio maggioritario», che farebbero prevalere la «governabilità» rispetto alla «rappresentatività». Materia di ricorsi, che il centrodestra si prepara a presentare al Tar.

Intanto, ieri pomeriggio, nell’aula di palazzo Carafa, c’è stata la cerimonia di proclamazione dei 32 eletti in Consiglio comunale. Presenti i 20 esponenti di maggioranza e, per le minoranze, il solo rappresentante dei 5 Stelle Fabio Valente. «Non mi sfugge che parte dei banchi di questo Consiglio sono vuoti - ha detto in aula il sindaco Salvemini - Una scelta politica che evidenzia significati non banali. Io credo che si debba rispetto all’Istituzione, si debba rispetto alla Commissione elettorale, che è chiamata ad un ruolo previsto dalla legge. Così non è, e ne prendiamo atto. Non per questo la cerimonia di oggi (ieri, ndr) perde significato». E sul fronte del centrodestra è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Erio Congedo a parlare di «democrazia sospesa a Lecce» per effetto della decisione della Commissione elettorale. «La decisione di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione di Salvemini sulla base dei risultati dei due turni, sancisce che il voto a Lecce non è uguale per tutti - attacca Congedo - quello dei circa 26.700 leccesi che ha assegnato al centrodestra la maggioranza al primo turno - superando il 50% dei voti validi - è diverso e di valore inferiore rispetto a quello dei circa 22mila loro concittadini che al ballottaggio ha portato alla vittoria di Salvemini, sentenziando così la sospensione della democrazia». [f.cas.]

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