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Turismo

«Signori, siamo tagliati fuori»
Trasporti, l'allarme del prefetto

«Signori, siamo tagliati fuori» Trasporti, l'allarme del prefetto

STEFANO LOPETRONE

«Tagliati fuori». È così che si sentono imprese e cittadini salentini. Ormai non c’è altro modo per esprimere il sentiment che accomuna tutti i soggetti che hanno bisogno di spostarsi dal Salento per lavorare, viaggiare, curarsi, ma non ci riescono se non con difficoltà ed a prezzi esorbitanti. Il copyright della definizione è del prefetto di Lecce, Claudio Palomba. Alla platea di imprenditori che lo ascolta, riunita in prefettura per una giornata di formazione organizzata da Confindustria Lecce, il rappresentante territoriale del governo risparmia i giri di parole. «Lo dico da prefetto e da cittadino: signori, siamo tagliati fuori. Sono pronto e disponibile, come prefetto, a presentare ogni tipo di istanza per superare questa situazione», afferma senza ripensamenti.

Il prefetto porta esempi pratici, alcuni dei quali riportati dalla stampa. Tra i tanti casi di disservizi legati al trasporto ferroviario nazionale, sceglie lo straordinario ritardo di 5 ore sulla tratta adriatica Milano-Lecce o il tempo mediamente impiegato per raggiungere una capitale distante «almeno 7 ore». Il tono è ancor più acceso se si affronta il tema del trasporto aereo e il «dramma» che sono costretti a vivere i passeggeri che dall’Aeroporto del Salento debbano raggiungere il Capo di Leuca: «Fanno prima a raggiungere l’America, visto che quando va bene possono volerci due o tre ore. Sono pronto a qualsiasi impegno per portare a Roma istanze sue queste problematiche». Il prefetto è rimasto anche molto colpito da alcune esternazioni dei turisti, il cui senso si riassume in una frase: «Il Salento è un posto bellissimo, ma non ci tornerei per i disservizi e la disorganizzazione». Palomba, che sta lavorando sodo per la costituzione del Distretto turistico del Salento, è preso dallo sconforto: «Dobbiamo lavorare affinché la prossima estate tutto ciò non si ripeta».

Le parole del prefetto sono musica per le orecchie di Giancarlo Negro. Il presidente di Confindustria Lecce intravede nella politica dei trasporti di Alitalia e Trenitalia, «il tentativo di penalizzare il territorio. Dobbiamo riflettere e unire le forze affinché ciò non avvenga», dice ripetendo un mantra intonato fin dalla sua elezione (ed è passato quasi un anno e mezzo invano). Il sindaco di Lecce Carlo Salvemini invece sposta l’attenzione su altri temi: «Vorrei che i salentini cominciassero ad essere più esigenti con loro stessi, senza scivolare in evocazioni rivendicative che hanno come unico effetto la loro deresponsabilizzazione», dice. «Chi viene nel Salento e decide di non tornare è comunque arrivato qui. Se poi decide di non tornarci è perché esiste un deficit nei collegamenti qui da noi, perché qualcosa non ha funzionato in loco. Dovremmo chiederci come organizziamo la rete dei trasporti nel Salento, che servizio offriamo ai nostri ospiti. E la risposta sarebbe univoca: viaggiare nel Salento è un’odissea. E ciò non dipende da Roma. Prima di avanzare rivendicazioni, dobbiamo chiederci che cosa sappiamo e vogliamo fare noi sul nostro territorio. Spetta al pubblico ed al privato dare queste risposte».

Loredana Capone, assessore regionale allo Sviluppo economico e al Turismo, non ha problemi a dire che la Puglia è arrivata impreparata nell’accoglienza dei turisti, in particolare a giugno, quando si è registrato - parole sue - il 10 per cento di presenze turistiche in più in Puglia: «Abbiamo molto da imparare e da costruire insieme». Sul caos trasporti invoca maggiore sinergia: «Chi arriva in stazione a Lecce non trova un autobus per raggiungere le mete turistiche, ma solo taxi. I pullman per un’ordinanza comunale non arrivano alla stazione e così i turisti devono raggiungere il museo con i bagagli in mano. Stessa situazione al Foro Boario, che così com’è risulta avulso dal resto dei collegamenti. Si può migliorare la situazione anche con pochi accorgimenti: basterebbe sedersi a parlare tutti intorno ad un tavolo».

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