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Martedì 17 Ottobre 2017 | 19:01

avvicendamenti

Arcidiocesi di Lecce
arriva Michele Seccia

Si attende l'ufficialità. Potrebbe assumere già a settembre la guida ora affidata a monsignor D'Ambrosio

il vescovo Michele Seccia

Vescovo Michele Seccia

LECCE - Il commiato dell’arcivescovo Domenico D’Ambrosio alla diocesi di Lecce potrebbe avvenire con anticipo rispetto ai tempi previsti, quando alcuni mesi or sono il nunzio apostolico - per conto del Santo Padre - aveva chiesto al presule di «pazientare» fino alla fine dell’anno in attesa dell’individuazione di un successore.

«Obbedisco, come ho sempre fatto», aveva detto D’Ambrosio. Ma ora, sembra che già entro la fine dell’estate il passaggio di testimone possa completarsi. Il nuovo vescovo sarebbe stato individuato nella persona di monsignor Michele Seccia, che da settembre potrebbe assumere la guida della Chiesa leccese.

Monsignor Seccia, 66 anni, è nato a Barletta ed è attualmente Vescovo della diocesi di Teramo-Atri. Ordinato sacerdote a 26 anni ha alle spalle una lunga carriera ecclesiale. Prima di essere nominato vescovo è stato anche vicario generale dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

Un lungo percorso pastorale, che si è svolto per la maggior parte in Puglia. Ne ricordiamo alcuni passaggi fondamentali. Nel 1997 Seccia è divenuto vescovo di San Severo (Foggia), dove è stato alla guida della comunità religiosa locale fino al 2006, quando è stato trasferito in Abruzzo, nella diocesi di Teramo Atri. In seno alla Conferenza episcopale abruzzese-molisana è Delegato regionale per l’insegnamento della religione cattolica.

Il suo trasferimento nella diocesi del capoluogo salentino era nell’aria, sebbene il protocollo ecclesiastico imponga la segretezza fino ad annuncio ufficiale della nomina da parte della Santa Sede. Per questo motivo, nei mesi scorsi, Seccia aveva espresso parole prudenti in un comunicato diffuso alla stampa, chiarendo che ancora non esistevano «disposizioni in tal senso». Ed aveva continuato: «Il rincorrersi delle voci di trasferimento va letto alla luce di un fenomeno per il quale, quando un vescovo va via per raggiunti limiti di età (come nel caso dell’arcivescovo Domenico D’Ambrosio di Lecce) è normale che si facciano ipotesi e supposizioni sul futuro successore con nomi possibili o auspicabili. In questo caso, data la mia origine pugliese, è stato accostato il mio nome al futuro successore di monsignor D’Ambrosio».

Ma ora quella che sembrava essere una «possibilità» sembra avere una prospettiva più concreta.

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