Domenica 22 Luglio 2018 | 11:03

il progetto

La «Public history» approda
all'Università del Salento

Un gruppo di lavoro per ricostruire il passato dal basso attraverso le testimonianze

rettorato università del salento

Una piattaforma di «Public History» sul territorio salentino. È l’idea allo studio dell’Università del Salento e, in particolare, del Consiglio didattico di area pedagogica, presieduto dal professore Salvatore Colazzo. È già stato istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare allo scopo di realizzare un laboratorio didattico e verificare le opportunità professionali del «public historian» sul territorio. L’idea nasce dopo la partecipazione del Cesram dell’Unisalento, coordinato dalla professoressa Giuliana Iurlano, alla 4^ conferenza dell’International Federation for Public History, che si è svolta dal 5 al 9 giugno a Ravenna alla presenza di oltre 500 studiosi e operatori culturali. È stata costituita l’Associazione nazionale di Public History: cinque giornate di lavoro, oltre 90 panel, 191 relazioni e 25 poster per la conferenza internazionale e 174 relazioni e 32 poster per la conferenza italiana. Presente anche l’Università leccese, con il progetto «Cento anni fa...la grande guerra». Il panel, intitolato «La grande guerra in Terra d’Otranto. Un progetto di Public History», è stato realizzato con l’Archivio di Stato di Lecce (dottoressa Giovanna Bino, «Il contributo degli Archivi di Stato in un progetto di Public History: l’Archivio Provinciale di Terra d’Otranto»), l’Ufficio scolastico provinciale (dottoressa Deborah De Blasi, «La storia a teatro: 1915-1918. Determinativo femminile»), il Cesram (dottoressa Francesca Salvatore, «La Public History e la didattica attiva: come insegnare ai giovani il mestiere dello storico, recuperando la memoria storica familiare») e con la stessa professoressa Iurlano, che ha proposto il progetto «Memorie dal sottosuolo: un archivio digitale in rete di Public History».

La ricaduta sul territorio del progetto può segnare un importante passo in avanti nell’innovazione e nella realizzazione di una piattaforma di Public History. Proprio per questo, il Consiglio didattico di area pedagogica dell’Università si sta interessando attivamente all’iniziativa.

D’altronde, già da tre anni, con il progetto «Cento anni fa... la grande guerra», il territorio salentino ha sperimentato sul campo la Public History. Con un protocollo firmato da più di 70 partner tra enti locali, nazionali e internazionali e associazioni culturali, sportive e d’arma, il progetto sul centenario ha trovato, soprattutto nelle scuole, un vero e proprio «movimento» dei laboratori di storia: gli studenti hanno reperito fonti inedite nelle proprie famiglie, coinvolgendo le comunità locali e spingendo al recupero di archivi e biblioteche storiche scolastiche, di monumenti ai caduti o, come nel caso di Monteroni, alla riscoperta e al ripristino del Parco della Rimembranza (insieme con il Fai, i piccoli ciceroni, coordinati dalle docenti Anna Grazia Visti e Anna Maria Pasanisi, hanno raccontato la storia di Uccio, il fante realizzato da Raffaele Giurgola come simbolo del monumento ai Caduti, e hanno accompagnato i visitatori a vedere ciò che rimane del Parco della Rimembranza). A Merine, i ragazzi dell’istituto comprensivo, con la docente Maria Grazia Seminara, hanno dato vita a un concerto sulle canzoni della grande guerra. A Cavallino, il teatro Ducale ha ospitato «Determinativo femminile», interpretato dagli studenti di cinque istituti di Lecce. Gli studenti del Presta-Columella, coordinati dai docenti Antonella Menga e Pompeo De Paolis, hanno preparato il rancio servito al fronte. I ragazzi del De Pace, con la professoressa Albarosa Milella, hanno analizzato gli alimenti e i contenitori per il cibo utilizzati al fronte. Infine, l’istituto Marcelline (già impegnato, con i docenti Loredana Marulli e Angelo Murrone, a ricostruire la memoria storica dell’edificio scolastico, trasformato in ospedale militare durante la guerra) ha presentato la pièce teatrale «Adoratamore», scritta dalla docente Michela Leopizzi e interpretata dagli studenti.

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