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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 11:32

la battaglia

Trasporti, il Salento si ribella
«Condannati all'isolamento»

«Si istituisca un tavolo per cofinanziare le tratte ritenute non utili dall'azienda»

Trasporti, il Salento si ribella «Condannati all'isolamento»

Il Salento è di nuovo a terra. A conti fatti il Frecciarossa Milano-Lecce è stato un miraggio, apparso per una stagione e subito cancellato dagli orari di Trenitalia. Sull’argomento il deputato Rocco Palese (Dit) tenta di tenere alta l’attenzione, chiedendo un intervento al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e al presidente della Regione, Michele Emiliano. Con un’interrogazione parlamentare, Palese chiede a Delrio di riferire in aula i dati reali di traffico sulla tratta Milano-Lecce, sia sui Frecciarossa istituiti l’anno scorso sia sui collegamenti esistenti. Soprattutto gli chiede di garantire al Salento «il diritto alla mobilità e a poter beneficiare a pieno dell’enorme richiesta turistica da parte dei cittadini italiani che ora non sono messi nelle condizioni di raggiungere il territorio», si legge nell’atto parlamentare. Alla Regione infine viene chiesto di istituire un tavolo con Trenitalia e Ferrovie dello Stato per esaminare la possibilità di cofinanziare anche tramite fondi europei i collegamenti non ritenuti utili dalle aziende di trasporto, ma che «per il Pil turistico e culturale della Puglia risultano vitali».

costi enormi Palese torna su una battaglia che nel 2016 fu trasversale. Al parlamentare è bastata una piccola ricerca online per sapere che un biglietto sulla tratta Milano-Lecce costa intorno ai 100 euro a persona. Un viaggio di andata e ritorno, dunque costerebbe sui 200 euro. Una cifra che di questi tempi è insostenibile, specie per le famiglie e in un mercato dei trasporti dominato dal low-cost: «Una famiglia di 4 persone che dal Nord vuol venire in vacanza nel Salento è costretta a spendere più di 800 euro solo di viaggio in treno, con tempi di percorrenza dalle 8 ore e mezza alle 9 ore e mezza, magari con un cambio a Bari. Tra l’altro su treni stracolmi, perché, checché ne dica Trenitalia, la domanda supera di gran lunga l’offerta».

danni L’assenza di un collegamento ferroviario ad alta velocità è comunque un serio danno per la provincia di Lecce. «Non si capisce perché a fronte di una domanda enorme, Trenitalia continui a dire che il Frecciarossa fino a Lecce è antieconomico, così negando al tempo stesso sia il diritto alla mobilità dei cittadini salentini, sia il diritto degli imprenditori e di tutti gli operatori turistici salentini di soddisfare la crescente domanda di turismo. E non si capisce come sia possibile che la Regione Puglia si disinteressi completamente del sostanziale isolamento a cui il Salento è condannato da Trenitalia e Alitalia». Da qui la richiesta alla Regione, tramite il ministro dei Trasporti, di istituire il tavolo «per cofinanziare le tratte ritenute non utili dall’azienda, anche con forme di sconti e convenzioni, esattamente come avviene da anni ad esempio in Emilia Romagna».

comunali La questione trasporti è un argomento a cui i candidati sindaci sono molto sensibili: «Il ponte del 2 giugno è stato un disastro dal punto di vista dei collegamenti aerei e ferroviari», ha detto ieri il candidato sindaco del centrodestra, Mauro Giliberti. «È inaccettabile che non vengano intensificati i trasporti verso Lecce. La Regione non deve sfuggire alle proprie responsabilità ma interpretare fino in fondo il suo ruolo, decisivo nella declinazione dei rapporti con le compagnie di volo low-cost: si potenzi lo scalo di Brindisi».

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