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Venerdì 15 Dicembre 2017 | 05:45

L'inchiesta

Porto Cesareo, 3 indagati
per i lavori al Bacino Grande

Porto Cesareo, 3 indagatiper i lavori al Bacino Grande

GIANFRANCO LATTANTE

PORTO CESAREO - Tre indagati per i presunti abusi edilizi al «Bacino grande». La struttura turistica è al centro di un’inchiesta della Procura. E nel registro degli indagati sono finiti i nomi di Luigi Marzano, 70 anni, di Leverano, amministratore legale e rappresentante della società «Bacino grande srl»; Lorenzo Spagnolo, 45 anni, di Lecce, tecnico progettista; Tarcisio Basile, 60 anni, di Porto Cesareo, dirigente del settore Lavori pubblici del comune di Porto Cesareo.

L’esistenza dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Roberta Licci e condotta dalla Capitaneria di porto, era uscita allo scoperto agli inizi di aprile quando è scattato il sequestro di alcune strutture relative al lounge bar all'interno dello stabilimento balneare. Il sospetto è che siano prive di autorizzazione.

Nel frattempo, però, sotto la lente degli investigatori è finito anche il locale che ospita il ristorante del Bacino Grande, opera che ricade nella fascia dei trenta metri dal demanio marittimo, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e a vincolo idrogeologico. Cruciale nelle ipotesi di lavoro degli investigatori sembra essere la concessione edilizia emessa in sanatoria nel 2007. L’atto imponeva ai fini dell’efficacia della sanatoria che “la struttura fosse sostituita con materiali lignei, senza alcuna trasformazione, modifica sia di sagoma che di volume entro il termine di 18 mesi dalla data del rilascio». Le prescrizioni imposte dalla concessione non sarebbero state mai realizzate. In particolare, secondo quanto accertato dagli investigatori, la sostituzione imposta quale efficacia della sanatoria (demolizione e ricostruzione della struttura in materiale ligneo) non sarebbe stata effettuata né entro il termine stabilito di 18 mesi né successivamente.

Sarebbero seguiti, invece, altri interventi edilizi che, stando alle ipotesi di chi indaga, sarebbero «macroscopicamente illegittimi» e privi di permesso di costruire, di autorizzazione paesaggistica e di nulla osta delle Autorità preposte al vincolo con un aumento abusivo della volumetria connesso al carico urbanistico a danno del territorio e dell’equilibrio ambientale. Ampliamenti che avrebbero sviluppato una volumetria complessiva di 2.268 metri cubi.

I tre indagati, il prossimo 8 giugno, saranno interrogati dal pubblico ministero. L’invito per la presentazione è stato notificato l’altro giorno. Dovranno presentarsi con i difensori, gli avvocati Pierluigi Portaluri, Gabriella Mastrolia, Francesco Calabro e Antonio Quinto. L’inchiesta rientra nell’ambito delle verifiche avviate su stabilimenti balneari e strutture turistiche che si trovano lungo i litorali jonico ed adriatico.

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