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Sabato 16 Dicembre 2017 | 08:03

inquinamento

Ugento, tutti in marcia
verso la discarica di Burgesi

«No a nuovi impianti di smaltimento»

manifestazione contro discarica

manifestazione contro discarica (foto Rocco Toma)

di PIERANGELO TEMPESTA

UGENTO - È il giorno della marcia verso «Burgesi» e del «no» a nuovi impianti. Intanto il Comune chiede analisi per verificare la trasmissione di sostanze inquinanti ad animali e coltivazioni.

I cittadini di Ugento, Acquarica del Capo, Presicce e Taurisano si ritroveranno vicino alla chiesa della Madonna di Pompignano, a pochi metri dalla discarica. Ci saranno due cortei: uno partirà da Ugento (ritrovo vicino all’oratorio alle 8.30) e passerà da Gemini; l’altro, per i residenti ad Acquarica, Presicce e Taurisano, partirà da masseria Celsorizzo. La manifestazione è organizzata dalle associazioni «Pro Loco Beach» di Gemini, «Attivamente» di Ugento, «Gemini», «Pro Loco Acquarica», «Pro Loco Presicce», «Pro Loco Taurisano», «Burgesi 2017» e dal Consorzio delle Pro Loco del Capo di Leuca, con il patrocinio dei quattro Comuni. Interverrà l’oncologo Giuseppe Serravezza. I partecipanti saranno invitati a esporre fuori dalle loro abitazioni una bandiera nera.

La marcia è stata annunciata con manifesti e volantini. Ieri, poi, sono comparsi manifesti funebri che annunciano la dipartita del «nostro futuro» e invitano a intervenire «non con i fiori, ma con opere responsabili». Due le richieste: bonificare la discarica dai fusti di Pcb (la cui presenza, però, non è stata ancora accertata); bloccare le richieste di costruzione di nuovi impianti (è di pochi mesi fa l’istanza per l’apertura di una struttura per il trattamento di rifiuti speciali a poche centinaia di metri da località Burgesi).

«Appoggiamo la manifestazione - commenta il sindaco di Ugento Massimo Lecci - perché ne condividiamo lo scopo, soprattutto per ciò che riguarda il progetto del nuovo impianto, contro il quale ci siamo già espressi in Conferenza dei servizi. Per ciò che riguarda Burgesi, abbiamo depositato uno studio realizzato con il Cnr per verificare, attraverso una metodologia geoelettrica, la presenza dei fusti di Pcb. Inoltre intendiamo verificare se siano state trasmesse sostanze inquinanti agli allevamenti e alle coltivazioni della zona. Chiederemo di finanziare questi studi con il fondo da un milione di euro messo a disposizione dallo Stato proprio per Burgesi».

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