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Domenica 17 Dicembre 2017 | 07:21

nuovo sit in di protesta

Operai e motociclisti
bloccano la statale «275»

Il comitato: «La Regione acceleri l'iter dell'infrastruttura»

Operai e motociclisti bloccano la statale «275»

di Mauro Ciardo

SCORRANO - Gli ex operai Palumbo scendono in strada per bloccare la statale 275 in attesa della visita del governatore Michele Emiliano. Si è ripetuta anche ieri mattina, questa volta con la solidarietà dei motociclisti che hanno partecipato al sit-in delle 9, l’occupazione della più grande arteria del Sud Salento che è in attesa di ammodernamento da quasi trent’anni.

Al grido di «lavoro e diritti», cantonieri, manovali, gruisti e camionisti che da più di nove mesi mantengono un presidio davanti al distributore di carburanti Samer (dove le attuali quattro corsie si riducono a due), 131 lavoratori che hanno istituito un comitato autonomo hanno creato una barriera umana insieme a familiari e sostenitori.

A loro si sono aggiunti alcuni partecipanti a un’esibizione di moto storiche.

Tra sventolio di bandiere tricolore e cori di protesta, sotto il continuo occhio vigile delle forze dell’ordine che hanno assicurato il regolare svolgimento della pacifica manifestazione, gli operai hanno srotolato striscioni di protesta chiedendo ad Anas di tornare sui suoi passi, cancellare la revoca della gara e affidare i lavori alla Matarrese – Coedisal Palumbo.

Questa associazione temporanea di imprese ha ricevuto un giudizio positivo dal Tar di Lecce riguardo l’esclusione dalla stessa gara, ritenuta illegittima perché le imprese sono parte lesa e non responsabili dell’emissione di polizze fideiussorie fasulle presentate in fase di gara.

Nei giorni scorsi una rappresentanza di lavoratori si era recata a Bari dove aveva consegnato nelle mani del Governatore regionale pugliese, Michele Emiliano, una lettera di invito nel loro presidio.

«Attendiamo con fiducia un segnale da Bari – hanno dichiarato ieri i rappresentanti del comitato autonomo – crediamo che la Regione, cofinanziatrice dell’opera, abbia tutto l’interesse a riportare sui binari della legalità questa assurda vicenda che sta penalizzando noi e le nostre famiglie con gravissimi disagi anche per il territorio che attende l’opera da tre decenni».

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