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Sabato 16 Dicembre 2017 | 12:08

Amministratore sparito inquilini in allarme il caso

Apprensione fra decine di residenti in tutta la città scattano le assemblee

LECCE - Condòmini ed inquilini in allame perché si scoprono, a sorpresa, morosi. Da alcuni giorni risulterebbe irreperibile un noto amministratore di condominio. E, per di più, non risultano pagate le utenze degli stabili che amministra. Si parla di decine e decine di migliaia di euro.

l’allarme In diversi casi, non sarebbero state saldate le bollette dell’acquedotto e dell’energia elettrica degli ultimi due anni, ma anche tanti servizi di manodopera resi ai condomini non sarebbero stati pagati dal professionista di Lecce. In alcune palazzine, l’Acquedotto pugliese ha intimato il distacco idrico e così si è venuti a conoscenza dei grossi importi a debito. In altri condomini, l’amministratore è stato revocato già da qualche settimana e, in altri ancora, si stanno convocando, d’urgenza, le assemblee per sfiduciarlo e nominarne il sostituto.

le norme Va detto che con la legge numero 220 del 2012, il legislatore ha recepito le indicazioni giurisprudenziali, prevedendo espressamente ai comma 7 e 8 del nuovo articolo 1129 del codice civile che «l’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia della rendicontazione periodica».

le tutele A rassicurazione dei condòmini, va sottolineato che la legge li tutela dagli amministratori infedeli che si impossessano del denaro dei proprietari per spenderlo per proprie esigenze. Difatti, in questi casi, scatta l’appropriazione indebita e la prescrizione del reato inizia a decorrere non da quando avviene l’azione in sé (ad esempio, dal singolo prelievo dal conto corrente condominiale), ma da quando l’amministratore cessa il suo incarico (sia che ciò avvenga per revoca o rinuncia del mandato). Con la conseguenza che i condòmini avranno più tempo per agire, penalmente, nei confronti dell’amministratore infedele, secondo quanto chiarito dalla Corte di Cassazione.

il reato Per giunta, integra il reato di appropriazione indebita la condotta dell’amministratore condominiale se dal rendiconto prodotto emergono spese personali e quindi per usi estranei all’amministrazione condominiale effettuate con i soldi derivati dalle quote condominiali.

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