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Martedì 17 Ottobre 2017 | 06:11

Lecce

Caccia ai tesori della mafia
sono 174 i beni confiscati

Restituiti alla comunità ville e terreni per decine di milioni di euro

Caccia ai tesori della mafia  sono 174 i beni confiscati

di STEFANO LOPETRONE

LECCE - Un tesoretto da decine di milioni di euro restituito alla collettività. È la stima molto approssimativa (per difetto) dei beni immobili confiscati alle mafie ed alla criminalità in genere dalla magistratura salentina. Nella sola provincia di Lecce i beni confiscati e già destinati a istituzioni e amministrazioni comunali (o messi in vendita all’asta) sono 174. Terreni, appartamenti, ville tolte ai clan e rinnovati, spesso usati a scopi sociali, per insediarci la sede di un’associazione, o istituzionali. A Squinzano per esempio alcuni appartamenti sono «germinati»: da covo o comunque patrimonio di organizzazioni mafiose a caserma dei carabinieri. E la stessa destinazione ha ottenuto l’immobile sulla Lecce-Monteroni, diventato sede del Corpo Forestale. Una goccia in mezzo al mare, probabilmente. Piccoli segnali che colpiscono la mafia ancor più delle faide e che sanciscono le tante vittorie che lo Stato mette a segno.

I dati aggiornati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) sono incoraggianti. A livello regionale gli immobili destinati alla comunità sono 1.219, soprattutto terreni (412, appartamenti in condominio (281), abitazioni indipendenti (74), garage (101)e ville (58). Una distribuzione che viene grosso modo ricalcata anche a livello provinciale. Dei 174 immobili destinati, 26 sono abitazioni indipendenti, 23 appartamenti in condominio, 6 garage, 2 magazzini o depositi, 4 negozi, 5 terreni non definiti, 79 terreni agricoli, 6 terreni con fabbricati rurali, 2 terreni edificabili, 5 ville, 1 unità a destinazione commerciale o industriale e 15 immobili non classificati.

La geografia locale dei beni confiscati e già destinati vede Copertino come la patria dei beni confiscati e già destinati. Qui la comunità ha ritrovato 40 beni immobili (27 terreni agricoli, 7 abitazioni , 4 negozi, 1 garage, 1 magazzino) indipendenti, alcuni dei quali sottratti tra gli altri a Giovanni Vantaggiato, ora in carcere per aver piazzato una bomba artigianale davanti alla scuola superiore Morvillo-Falcone di Brindisi (nel 2012 morì la giovane Melissa Bassi). Anche se la maggior parte dei beni destinati è riconducibile a Giovanni Tredici.

A Lecce hanno trovato nuova vita 36 immobili: 5 abitazioni indipendenti, 6 appartamenti, 2 garage, 10 terreni agricoli, 3 terreni con fabbricati rurali, 1 terreno edificabile, 2 ville (e 8 non classificati). Sul podio di questa speciale classifica c’è anche Lequile, con 30 immobili confiscati e destinati alla cittadinanza (4 terreni non definiti, 24 agricoli, 1 con fabbricato rurale e una unità a destinazione commerciale e industriale). Ecco i comuni che hanno ottenuto i beni confiscati dalla mafia: Alliste 1 (abitazione indipendente), Casarano 5 (tra cui due abitazioni), Castrignano del Capo 2 (appartamenti), Galatina 3 (tra cui una villa), Matino 5 (tra cui due terreni agricoli), Monteroni 8 (4 terreni e 4 abitazioni), Nardò 1, Parabita 5, Porto Cesareo 3, Salve 1, Squinzano 6 (tra cui 4 appartamenti), Surbo 3, Taurisano 6 (3 appartamenti), Trepuzzi 4 (con due terreni agricoli), Ugento 11 (3 abitazioni, 3 appartamenti e 3 terreni agricoli), Vernole 2 (con 1 villa).

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