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Sabato 16 Dicembre 2017 | 17:39

Politica

Il candidato Salvemini:
«Da sindaco smonterò il filobus»

«Sgm totalmente pubblica e mi impegnerò per l'acquisto dell'ex Enel»

Il candidato Salvemini: «Da sindaco smonterò il filobus»

Fabio Casilli

Ha garantito che, se diventerà sindaco, smonterà quel filobus, che da consigliere di minoranza a palazzo Carafa, ha contrastato fin dall’inizio. Così come si è impegnato a «rendere completamente pubblica la società Sgm», anch’essa spesso e volentieri finita negli ultimi anni nel mirino di Carlo Salvemini. Che, ieri mattina, ha raccontato come intende cambiare la mobilità a Lecce, invitando i giornalisti ad un giro su uno dei bus leccesi. Linea 29, partenza poco dopo le 11.10, dalla fermata di via XXV Luglio, davanti all’ingresso del Castello Carlo V. «Una mobilità efficiente serve a ridurre le disuguaglianze sociali e a tenere uniti i numerosi quartieri di Lecce, una mobilità efficiente è indispensabile per ridurre l’inquinamento, per prevenire l’abbandono e il degrado dello spazio pubblico, serve a muovere l’economia incentivando il commercio, favorisce l’attrattività della città per i turisti», ha detto Salvemini, appena salito sul mezzo che, oltre a lui e ai rappresentanti della stampa, «accoglie» giusto un paio di passeggeri. Nota dolente del filobus. «È stato la più grande opera pubblica che la città abbia conosciuto, costata 23 milioni di euro e utilizzata quotidianamente, come certifica Sgm, solo da 650 passeggeri al giorno, a fronte dei circa 15mila previsti - snocciola Salvemini - La giunta Perrone, costituendosi parte civile nel processo per presunte tangenti, ha scritto in delibera che il filobus è “un’opera pubblica frutto di un’attività illecita che rappresenta per l’Amministrazione comunale un danno con effetti permanenti, giacché rivelatasi del tutto inadeguata rispetto alle esigenze della città e pressoché inutilizzata dalla popolazione”. Questo il giudizio - colpevolmente tardivo - che dallo schieramento politico che ha voluto il filobus e che governa Lecce da 20 anni. Inutile qui ricordare per l'ennesima volta che lo avevamo detto e previsto. Sarà mio impegno, da sindaco, rimuovere questo danno permanente».

Un’impresa non immediata e non facile, ovviamente: «Troveremo le risorse, ci prenderemo i tempi necessari, ma libereremo Lecce da questa condanna, per ripensare un trasporto pubblico efficiente e soprattutto adatto alle esigenze dei leccesi, dei pendolari e dei turisti».

E un passaggio importante sarà pure la trasformazione di Sgm in società interamente pubblica (ora il Comune di Lecce detiene il 51 per cento) e la creazione di un’Agenzia della Mobilità per allargarla all’hinterland. «In 10 anni la Sgm ha garantito ottimi affari al Comune e al socio privato: nel 2014 sono stati distribuiti utili per 3 milioni di euro - ha spiegato Salvemini - Ma non ha garantito alcun ritorno sul trasporto pubblico, sulla realizzazione dei parcheggi, sulla mobilità ciclopedonale. Oggi la sosta garantisce alla società ricavi per quasi 5 milioni annui. Biglietti e abbonamenti dei bus e del filobus 900mila euro. Il Comune non stanzia neanche un euro in bilancio per il trasporto pubblico, che funziona solo grazie al contributo regionale. E se diventerò sindaco - ha concluso Salvemini - uno dei miei primi atti sarà chiedere ad Sgm di acquistare il parcheggio nell’ex Enel, in quanto di pubblica utilità».

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